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Dalle materie prime alle comunità: così Barilla produce cibo sostenibile

Image from askanews web site
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Milano, 26 lug. (askanews) - Nel 2021 Barilla attraverso i suoi 30 stabilimenti (15 in Italia e 15 all'estero), ha prodotto oltre 2 milioni di tonnellate di cibo e ha messo sul mercato 55 nuovi prodotti (salgono a 68 se si considerano anche quelli riformulati). Questa produzione, distribuita in oltre 100 Paesi, ha seguito un percorso di sviluppo sostenibile che il gruppo alimentare di Parma riassume ora con un nuovo purpose "La gioia del cibo per una vita migliore". In questa evoluzione del precedente Buono per te, buono per il Pianeta si legge la rinnovata visione del cibo del gruppo alimentare giunto a 145 anni di attività, visione che abbraccia un'idea olistica del benessere delle persone partendo dal gusto.

Ma veniamo ai numeri di questa sostenibilità. A dare una misura dello sviluppo di Barilla in termini di emissioni di CO2 equivalente, energia e consumi idrici, sviluppo di filiere sostenibili, imballi green, ma anche di impatto sociale sulle comunità è il nuovo Rapporto di Sostenibilità dal quale emerge che il 100% delle confezioni in Italia è riciclabile, che il 70% delle materie prime strategiche sono coltivate in modo sostenibile, che 64% dell'energia elettrica proviene da fonti rinnovabili certificate, che il 95% dei prodotti del gruppo ha un basso impatto ambientale con una completa neutralizzazione delle emissioni di gas a effetto serra di quattro brand (Wasa, Gran Cereale, Harrys e Mulino Bianco). E ancora che il 90% del grano duro per la pasta viene da mercati locali col 47% prodotto attraverso contratti di coltivazione.

Nel dettaglio rispetto al 2010 calano del 31% le emissioni di gas a effetto serra e del 18% i consumi idrici per tonnellata prodotto finito. Immaginando di realizzare la produzione di cibo del 2021 negli impianti del 2010, la differenza in termini di efficienza energetica sarebbe di 128 milioni di chili di CO2 equivalente e 555mila metri cubi di acqua. Il 64% dell'energia elettrica acquistata proviene, invece, da fonti rinnovabili con certificati di Garanzia d'origine e oltre il 91% dei rifiuti prodotti è stato avviato a riciclo e recupero energetico. Inoltre, accanto a Mulino Bianco che già utilizza solo energia proveniente da fonti rinnovabili, impianti di trigenerazione nei pastifici, che permettono l'autoproduzione di energia elettrica, termica e frigorifera, sono già in funzione nei plant di Parma e Marcianise (CE) e in via di realizzazione in quello di Muggia (TS). Oltre al traguardo del packaging totalmente riciclabile in Italia, il gruppo conferma l'impegno in questa direzione anche per quest'anno, un anno "difficile per l'approvvigionamento di materie prime per gli imballaggi".

Sul fronte delle materie prime strategiche (grano duro, grano tenero, segale, pomodoro, basilico, cacao e olii vegetali), il 79% sono acquistate responsabilmente, con una crescita dell'11% che fa seguito al +19% del 2020. 10mila le aziende coinvolte in progetti di agricoltura sostenibile e tre disciplinari per la coltivazione sostenibile del grano duro e del grano tenero e dal 2021, del basilico: la Carta del basilico ha l'obiettivo di costruire una filiera italiana certificata Iscc Plus (International sustainability and carbon certification) che garantisce la protezione della biodiversità e dei suoli con un elevato stock di carbonio, il mantenimento di buone condizioni agronomiche e ambientali, la limitazione delle emissioni di gas serra e il rispetto dei diritti umani. Il sostegno all'agricoltura locale tocca anche la pasta. Il 90% del grano duro, ingrediente chiave di tutte le marche di pasta del gruppo, viene acquistato dal mercato locale e il 47% mediante contratti di coltivazione.

Sosteniblittà significa anche prodotti alimentari sani ed equilibrati. Dal 2010 Barilla ha riformulato 488 prodotti, riducendo grassi, grassi saturi, sale e zucchero o incrementando il contenuto di fibre. L'azienda, palm oil-free dal 2016, lo scorso anno ha immesso sul mercato 55 nuovi prodotti, senza zuccheri aggiunti, ricchi di fibra, integrali, a base di legumi o monoporzionati. Sul fronte delle comunità locali il gruppo di Parma ha attivato una serie di iniziative solidali nei diversi Paesi in cui opera, per un totale di 12 milioni di euro e circa 2.700 tonnellate di prodotti donati, con l'obiettivo di favorire l'accesso al cibo a un numero crescente di persone, valorizzare l'inclusione e supportare lo sviluppo dei territori.

"Vogliamo portare la gioia attraverso i prodotti che offriamo ai consumatori, attraverso la gastronomia, la convivialità, contribuendo a migliorare la vita di coloro che scelgono i nostri prodotti e il mondo che ci circonda - afferma Claudio Colzani, ad del gruppo Barilla - E' un percorso che ci porterà nei prossimi mesi a definire obiettivi chiari e misurabili per uno sviluppo sostenibile. Continueremo a investire nelle nostre filiere introducendo principii di agricoltura rigenerativa, a ridurre ulteriormente il nostro impatto ambientale in termini di emissioni di CO2 equivalente e consumo di acqua e a realizzare confezioni riciclabili".

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