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Dall'Iva sulle ostriche al bonus chef. Lo showtime dei parlamentari in manovra

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Close-up of oysters on the half-shell served on a bed of ice at a restaurant in Charleston, South Carolina. (Photo: photo by Pam Susemiehl via Getty Images)
Close-up of oysters on the half-shell served on a bed of ice at a restaurant in Charleston, South Carolina. (Photo: photo by Pam Susemiehl via Getty Images)

C’è chi pensa che l’Iva al 20% sulle ostriche sia un’ingiustizia. D’altronde perché gli altri molluschi, compresi i testacei, persino quelli separati dal guscio o dalla conchiglia, hanno l’imposta al 10 per cento e invece le ostriche no? Ora - è il ragionamento dei contrariati - è vero che le ostriche sono le ostriche, cioè pregiate e costose, ma appartengono pur sempre ai molluschi. A guidare l’insurrezione delle ostriche c’è la Lega, che con un emendamento alla legge di bilancio vuole porre rimedio alla discriminazione. Ma l’insolita proposta di modifica non è la sola: il bacino è ampio, trasversale a tutti i partiti, pieno di micro-misure e di concessioni particolari. Non di certo urgenze per il Paese anche se evidentemente per i senatori che le hanno proposte lo sono. Come l’emendamento dei 5 stelle che chiede di spendere 5 milioni di soldi pubblici per la coltura di piante aromatiche e officinali biologiche.

Non è una novità, ogni manovra si carica ogni anno di desideri reconditi e misure che guardano al consenso locale. E anche il governo Draghi non viene risparmiato da questa tradizione che seppure denunciata, in alcuni casi derisa, riesce comunque a mantenersi in vita. E non solo. Decine di emendamenti, molto spesso durante le sedute notturne dei lavori parlamentari, riescono a infilarsi nel testo definitivo e a diventare legge. Palazzo Chigi e il Tesoro non hanno di certo intenzione di falcidiare il provvedimento dando spazio ai 6.290 emendamenti presentati dai gruppi parlamentari, ma questo atteggiamento non ha scoraggiato i proponenti. Uno dei senatori firmatari di un emendamento tra i più bizzarri lo spiega così: “Meglio provarci che stare fermi, al massimo viene respinto o bocciato”.

E così sempre il Carroccio ritiene indispensabile fare spazio a un finanziamento da 1 milione in vista del quinto centenario della morte di Pietro Vannucci detto “Il Perugino” e di Luca Signorelli, previsto nel 2023. Artisti validissimi, ma se tutti adottassero questa iniziativa nel Paese dell’arte e dei pittori, si finirebbe gambe all’aria per default. Niente da fare, avanti con le richieste. Servono - si legge in un altro emendamento della Lega - 500mila per restaurare le statue poste a ornamento del Ponte di Maria Luigia sul fiume Taro, a Parma. Bisogna ricordarsi di tutti, anche della cultura cimbra. Dalla definizione dell’Istituto di cultura cimbra: “Cimbro è una parola un po’ impropria usata da alcuni secoli per indicare la lingua parlata nei Sette Comuni Vicentini, nei Tredici Comuni Veronesi e a Luserna (TN). È una lingua che si collega all’antico alto tedesco, una lingua sopravvissuta nei monti fra Veneto e Trentino, protetta dall’isolamento territoriale e da una secolare economia di sussistenza; è una lingua che si è andata lentamente perdendo, sotto la spinta dei dinamismi moderni, lasciando pochi documenti scritti”. Per sostenere interventi per la tutela e la conservazione del patrimonio culturale cimbro si chiede l’istituzione di un Fondo che per il prossimo anno dovrà essere riempito con 250mila euro. E perché non privilegiare il patrimonio culturale del Veneto che si governa? Va reso più fruibile e attrattivo con 10 milioni.

I leghisti hanno pensato anche all’aspetto spirituale. La richiesta di inserire nella manovra l’articolo 196-bis è motivata con la necessità di istituire l’ufficio, l’inviato e il Fondo speciale per la libertà religiosa. Il tutto costa 600mila euro e serve - si legge nel testo della proposta - “al fine di promuovere il rispetto della libertà religiosa nel mondo”. Insomma la libertà di fede va tutelata da un ufficio, confidando nell’inviato che dovrebbe essere nominato con decreto del presidente della Repubblica. C’è anche un programma di stimolo agli studenti svogliati o comunque da inquadrare in modalità Pnrr. La programmazione neurolinguistica proposta deve attivarsi “attraverso l’insegnamento dell’autoconsapevolezza, della comunicazione efficace e delle tecniche per cambiare in positivo i propri schemi di comportamento mentale ed emozionale”.

Anche ai 5 stelle sta a cuore l’Iva. Quella del sughero naturale greggio e per i cascami di sughero, frantumato, granulato o polverizzato: dal 22% va ridotta al dieci per cento. Bisogna pensare anche allo stomaco e allora ecco il bonus chef. Categoria rispettabilissima, ma prevedere un bonus significa generare un assalto: sicuri che alla fine ci sarà posto per tutti? In ogni caso i grillini ci provano, prevedendo un credito d’imposta per i datori di lavoro sulle spese per l’acquisto di beni strumentali durevoli o per la partecipazione a corsi di aggiornamento professionale. Quindi un bonus, fino a seimila euro, per comprare macchinari di ogni tipo. Tra le urgenze dei 5 stelle anche una raffica di giornate del ricordo: soldi per le celebrazioni in occasione del centesimo anniversario della morte di Giacomo Matteotti e per quello della nascita di Pier Paolo Pasolini, ma anche l’istituzione della Giornata nazionale “Giovani e memoria”. Non si discute del valore di Matteotti e di Pasolini, ma è necessario una giornata per tutti? Potere dell’effetto calendari.

Serve anche una guida per la cannabis, meglio un’Agenzia nazionale. Il compito: autorizzare la coltivazione delle piante di cannabis da utilizzare per la produzione di medicinali di origine vegetale a base di cannabis, sostanze e preparazioni vegetali. Ma anche individuare le aree da destinare alla coltivazione e autorizzare l’importazione, l’esportazione, la distribuzione all’ingrosso e il mantenimento di scorte delle piante e materiale vegetale a base di cannabis. Per farlo non basta una legge, serve un’Agenzia. Quindi poltrone: quella del presidente, una per ogni sei membri del Comitato direttivo e un’altra per il direttore. Occhio anche all’arte, con interventi per la Badia basiliana di Santa Maria di Pattano, risalente al IX secolo dopo Cristo e situata presso Vallo della Lucania in provincia di Salerno: un milione da dare al Comune di Vallo della Lucania per rendere funzionale l’antico monastero. Come? Con un parcheggio. Anche il Pd non si tira indietro. Qui il tocco è quello delle micro-norme onerose: due milioni all’anno per i prossimi tre da destinare come contributo per la promozione della lingua e della cultura italiana all’estero.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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