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Danone rimuove il top manager criticato dai fondi attivisti

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 15 mar. (askanews) - La multinazionale alimentare francese Danone ha rimosso con effetto immediato il presidente del Cda e amministratore delegato, Emmanuel Faber. Con un comunicato, la società ha riferito che la prima carica è stata riassegnata a Gilles Schnepp, mentre in attesa di individuare un nuovo top manager - per cui è stata annunciata una procedura - la guida operativa del gruppo è stata assegnata congiuntamente a Véronique Penchienati-Bosetta, capo della divisione internazionale, e Shane Grant, attuale numero uno per il nord America.

Si chiude così una controversia che da settimane circondava le performance del gruppo, ritenute basse da alcuni fondi e investitori attivisti rispetto a altri giganti del settore. E in particolare le velate accuse a carco di Faber, che lavorava a Danone da quasi 25 anni e che è stato alfiere nel gigante lattiero caseario, e nell'industria francese, sugli investimenti socialmente responsabili e eco compatibili.

Secondo il Financial Times, senza attaccare frontalmente le policy Esg del manager, i fondi attivisti hanno criticato Faber per aver perso la capacità di bilanciare gli interessi degli azionisti con altri tipi di interessi.

Non a caso, nel comunicato in cui annuncia le nomine, il Cda di Danone (in cui siede anche Guido Barilla come amministratore indipendente) afferma di "essere convinto della necessità di accostare un forte livello di performance economica al rispetto del modello unico di missione di impresa di Danone".

Il gruppo ha chiuso il 2020 con un meno 6,5% di fatturato a 23,6 miliardi di euro e un utile netto in crescita dell'1,4% a 1,956 miliardi. Negli scambi pomeridiani a Parigi il titolo segna un più 4,03% a 60,46 euro, portandosi così si massimi dalla scorsa estate.