Davos, tutti i rischi delle banche

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Serve ancora trasparenza per il sistema bancario. Si apre con un messaggio forte la 43° edizione del World Economic Forum di Davos che vede protagonisti oltre 2.500 partecipanti provenienti da più di 100 Paesi tra i quali leader del sistema politico, finanziario e accademico.

Al centro del dibattito moderato dalla anchor woman di Cnbc, Maria Bartiromo, una serie di interrogativi sulle prospettive del comparto: dai limiti delle politiche monetarie alle opzioni che la zona euro ha davanti a sé, dall’impatto di Basilea III e Solvency II al futuro del sistema bancario ombra. 

Sul palco Jamie Dimon (presidente e Ceo di  JPMorgan Chase), Paul Singer (Elliott Management), Andrey Kostin (Presidente e Ceo di VTB Bank), Axel Weber (Presidente del Board of Directors di UBS (Berlino: UBRA.BE - notizie) ), Zhu Min (Vicedirettore generale dell’FMI) e Tidjane Thiam (Group Chief Executive di  Prudential (Londra: PRU.L - notizie) ) che hanno ribadito  la trasparenza del sistema bancario

Per Axel Weber è necessario trovare uno standard globale. Mentre il vicedirettore generale del Fmi, Zhu Min, sottolinea che bisogna agire soprattutto sul versante della trasparenza: secondo lui i rischi derivano dall'opacità piuttosto che dalle dimensioni degli istituti. Dimon, infine, ribatte che di fatto questa maggior trasparenza è stata raggiunta negli Stati Uniti. Cresce intanto l'attesa per l'intervento di Mario Monti. Il tema di cui è chiamato a discutere sarà come è possibile governare l'economia in tempi avversi. A seguire sarà il turno del Direttore Generale del Fmi, Christine Lagarde.

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