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Dazi, Filiera Italia: torna scure Trump su export nostre eccellenze

Red

Roma, 17 lug. (askanews) - Le ultime anticipazioni Istat sull'export dell'industria alimentare fotografano un settore dove i numeri resistono. Le esportazioni di settore a aprile 2020 registrano un +7,2% sul primo quadrimestre, un vantaggio, comunque al di sotto del 9,2% del primo trimestre, che andr via via assottigliandosi sotto l'effetto della pandemia, ma che racconta le potenzialit del settore.

Interessante notare l'exploit degli USA che con il +10% crescono come mercato di destinazione pi di Germania (+9%) e Francia (+8,5%) . "Uno sbocco di primaria importanza, da sempre fra i primi per l'export del nostro Made in Italy" dice Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia. "Un mercato indispensabile - continua - su cui per tornano ad affacciarsi le ombre dei dazi trumpiani". Dopo aver scongiurato il peggio a novembre dello scorso anno, il governo statunitense sta minacciando, infatti, una revisione dei dazi a carosello e ancora una volta nel mirino, oltre a Spagna, Germania, Francia, anche l'Italia e le sue eccellenze. In corso la consultazione pubblica che avr il compito di decidere, in un momento tanto cruciale, anche del destino delle nostre esportazioni.

"Si torna a parlare di balzelli fra il 25% e il 100% su una nuova lista di prodotti - prosegue Scordamaglia - che raggiungerebbe potenzialmente un valore complessivo, secondo una recente stima Ice, di 4,7 miliardi di dollari". Trema l'agroalimentare che ancora una volta risulterebbe il pi colpito con in testa le nostre eccellenze. "Nel mirino - sottolineano da Filiera Italia - olio di oliva, pasta, caff e formaggi".

Scenario che assume contorni complessi se pensiamo che a un inevitabile calo delle esportazioni, uno dei traini della nostra economia, si somma una contrazione preoccupante dei consumi interni " Siamo un passo oltre il food social gap - dice il consigliere delegato - per la prima volta i consumi alimentari scendono, le persone non solo comprano prodotti di minor valore, economico e nutrizionale, ma comprano meno". E concludono da Filiera Italia con un appello al Governo "Ora si punti tutto su una unica priorit: ridurre il cuneo fiscale per far trovare pi soldi nella busta paga netta dei lavoratori, il rischio un paese che non riparte"