Italia Markets open in 7 hrs 6 mins

##Dbrs conferma rating Italia: stabilità governo futuro a rischio -3-

A24/Spa

New York, 13 gen. (askanews) - Per Dbrs, a questo punto il rischio in Italia è soprattutto politico: Dbrs ha osservato "un aumento dell'incertezza" su questo fronte a partire dal referendum costituzionale del dicembre 2016, che costrinse alle dimissioni l'allora presidente del Consiglio Matteo Renzi. Dopo la chiamata alle urne di inizio marzo, ha spiegato Dbrs, "se i sondaggi si riveleranno corretti, nessuna coalizione o partito sarà in grado di assicurarsi una maggioranza schiacciante in ambo le aule" del Parlamento. Secondo Dbrs, "una grande coalizione composta da partiti tradizionali provenienti da blocci diversi, magari con il sostegno diretto o indiretto di partiti piccoli, potrebbe essere l'esito più probabile". Ma anche una coalizione simile, hanno avvertito gli esperti canadesi, "potrebbe avere una maggioranza sottile e non è chiaro che portata potrebbe avere sul fronte delle riforme strutturali e del consolidamento fiscale".

Se invece gli italiani finiranno di nuovo alle urne, Dbrs si aspetta che Paolo Gentiloni sia "temporaneamente rinominato ma resta da vedere se la sua squadra di governo sarà in grado di fare progressi ulteriori con le riforme". E in merito allo scenario improbabile di una "coalizione di governo capitanata dal M5S e formata da altri partiti non tradizionali", Dbrs solleva dubbi sulla posizione fiscale dell'Italia "anche se recentemente la linea [dei pentastellati] contro l'Unione europea e l'euro si è moderata". Giorni fa il candidato premier M5S Luigi di Maio, dal salotto di Bruno Vespa, ha detto: "Io non credo sia più il momento per l'Italia di uscire dall'euro perché l'asse franco-tedesco non è più così forte, e spero di non arrivare al referendum sull'euro che comunque per me sarebbe una estrema ratio".

In conclusione, Dbrs crede che fino a quando la ripresa economica continuerà insieme a un consolidamento fiscale, "l'incertezza politica dovrebbe pesare meno sulla tenuta creditizia" dell'Italia. Come a dire, chiunque finisca a capo del prossimo governo, porti avanti i progressi fatti fino ad ora. Altrimenti, con un debito pubblico alto e una crescita economica strutturale bassa, saremo esposti a shock avversi. Di nuovo.