Italia markets close in 4 hours 9 minutes
  • FTSE MIB

    22.037,44
    +335,65 (+1,55%)
     
  • Dow Jones

    29.591,27
    +327,79 (+1,12%)
     
  • Nasdaq

    11.880,63
    +25,66 (+0,22%)
     
  • Nikkei 225

    26.165,59
    +638,22 (+2,50%)
     
  • Petrolio

    43,47
    +0,41 (+0,95%)
     
  • BTC-EUR

    15.978,40
    +397,27 (+2,55%)
     
  • CMC Crypto 200

    375,02
    +13,59 (+3,76%)
     
  • Oro

    1.813,00
    -24,80 (-1,35%)
     
  • EUR/USD

    1,1875
    +0,0030 (+0,25%)
     
  • S&P 500

    3.577,59
    +20,05 (+0,56%)
     
  • HANG SENG

    26.588,20
    +102,00 (+0,39%)
     
  • Euro Stoxx 50

    3.500,62
    +37,58 (+1,09%)
     
  • EUR/GBP

    0,8900
    +0,0015 (+0,17%)
     
  • EUR/CHF

    1,0838
    +0,0038 (+0,35%)
     
  • EUR/CAD

    1,5498
    +0,0012 (+0,08%)
     

DBRS Morningstar conferma il rating sull’Italia

Morningstar
·3 minuto per la lettura

DBRS Morningstar ha confermato il rating sul debito sovrano dell’Italia a BBB (high) con il trend che rimane negativo (clicca qui per conoscere la metodologia di giudizio). Lo ha annunciato l’agenzia in una nota del 30 novembre, spiegando che “nonostante i segni di resilienza nella crescita del Prodotto interno lordo (Pil) dai minimi di aprile, ci sono ancora considerevoli incertezze sulle ripercussioni economiche della pandemia di Coronavirus”.

Perché il giudizio resta invariato

Il ruolo della Bce

Le ragioni della conferma del rating sono diverse. Innanzitutto, l’Italia beneficia della politica monetaria ultra-espansiva della Banca centrale europea. Una larga parte dei titoli di Stato di nuova emissione viene comprato sul mercato secondario dall’istituto di Francoforte. Inoltre, un più alto flusso di interessi dovrebbe arrivare al governo dalla ripartizione dell’utile netto della Banca d’Italia in relazione al programma di acquisti di obbligazioni da parte della Bce.

L’economia

In secondo luogo, il Belpaese ha un’economia diversificata che ha mostrato di saper resistere alla prima ondata di Covid-19. Inoltre, ha un surplus di partite correnti e un Net international investment position (Niip, ossia la posizione patrimoniale netta rispetto all’estero) buono. Dopo una contrazione del Pil del 18% su base annua nel secondo trimestre, l’Istat stima una ripresa del 16,1% nel terzo rispetto al precedente e la Banca d’Italia prevede un declino per l’intero 2020 intorno al 9.5%.

Debito privato e risparmio

In terzo luogo, le famiglie e le aziende stanno affrontando questo periodo con uno dei più bassi indebitamenti privati tra le economie avanzate e il tasso di risparmio degli italiani ha raggiunto livelli record negli ultimi mesi. Infine, il sistema bancario è più forte che in passato, anche se la pandemia può portare a un peggioramento della qualità degli asset e a un incremento del “costo del rischio” (ossia del costo di gestire i rischi e le perdite).

Il rischio politico

Sul rating del debito sovrano italiano, pesa l’incertezza politica. “Il governo dovrebbe rimanere in carica fino al 2023, ma la gestione della seconda ondata di Covid-19 è motivo di preoccupazione”, si legge nella nota di DBRS Morningstar. La pandemia ha accentuato le debolezze del sistema italiano, caratterizzato da frequenti cambi di governo e la difficoltà a portare avanti le riforme strutturali. Secondo l’agenzia di rating, il programma europeo Next generation EU può rappresentare un’opportunità per l’Italia per realizzare finalmente le riforme e accrescere gli investimenti pubblici. Il governo però dovrà essere in grado di presentare progetti validi e in linea con le raccomandazioni sulla transizione digitale e il passaggio a un’economia più pulita.

Il record del debito pubblico

Il Belpaese non può fare passi falsi. Secondo le stime del Fondo monetario internazionale, il rapporto debito/Pil raggiungerà il livello record del 161,8% nel 2020, contro il 134,7% del 2019. Gli analisti sono convinti che la situazione sarebbe stata peggiore senza misure di sostegno all’economia durante il primo lockdown; tuttavia rimane la questione se il governo sarà in grado di ridurre in futuro questo fardello, visto che la storia ci insegna che in passato non è stato così facile, soprattutto a causa della debolezza economica strutturale. Per questo, un uso produttivo del Recovery fund è un elemento chiave in questo momento, in cui si può beneficiare dell’allentamento monetario e della sospensione del Patto di stabilità, grazie all’attivazione della clausola di salvaguardia, che permette agli stati membri di discostarsi dagli obblighi di bilancio che normalmente si applicherebbero in forza del quadro di bilancio europeo.

Di Sara Silano

Autore: Morningstar Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online