Decisioni e stili di vita per evitare la povertà in futuro

La crisi economica ci mette costantemente davanti a situazioni e scelte che fino dieci anni fa sarebbero state prese più a cuor leggero.
Oggi invece, nell'era dello spread, prima di prendere una decisione, anche la più banale, bisogna ponderare attentamente una serie di pro e contro per evitare incappare in errori che potrebbero compromettere definitivamente il nostro benessere economico.
Abbiamo individuato, molto ironicamente, quali potrebbero essere quelle scelte che nel futuro potrebbero mandarci dritti dritti verso la povertà. Business Insider propone questo elenco, noi abbiamo provato ad "europeizzarlo". Eccolo.

Avere figli troppo presto
L'incertezza e la labilità proprie di una società nel pieno di una crisi economica portano le persone a decidere di costruire qualcosa di solido, come una famiglia. Niente di più bello e rassicurante. Ma non vi è nulla di più distruttivo per il proprio futuro finanziario che mettere al mondo dei figli senza avere un mezzo stabile per sostenerli. L'educazione dei bambini richiede un enorme investimento di tempo e denaro. E si rischia, a lungo andare, di scaricare le proprie frustrazioni e fallimenti su di loro.

Dipendere economicamente da altri
Vi sarà capitato di avere un gatto in giardino e di venire rimproverati, magari da un parente anziano, di rimpinzarlo troppo. "Così non cattura i topi", venendo meno al proprio dovere e alla propria autonomia. Come i gatti in giardino, dipendere economicamente dalla famiglia, da un partner o da amici non è un rifugio solido dalla crisi economica. O almeno, lo è ma temporaneo. E anche se i tempi molte volte non ci danno altra alternativa, non smettere mai di credere di volere una propria autonomia finanziaria è comunque un passo in avanti.

Non essere "Choosy"
Giorni fa, il ministro del Lavoro Elsa Fornero ha etichettato i giovani come "choosy", ovvero schizzinosi, poco flessibili e in perenne attesa del posto di lavoro ideale.
La risposta non si è fatta attendere. Migliaia di giovani hanno portato la loro testimonianza: ingegneri pizzaioli, studenti lavoratori, ragazzi e ragazze laureati a pieni voti che attendono il loro posto, magari fisso - quello che il premier Monti definì come "monotono" - in un call center o dietro il bancone di un pub.
Rassegnarsi allo status quo e smettere di aspirare a qualcosa di meglio, con il tempo potrebbe essere deleterio. E il lavoro inizialmente intrapreso per pagarsi l'affitto potrebbe diventare il lavoro di tutta la vita.  Quindi, siate schizzinosi finchè potete.

Non portarsi il conto delle entrate e delle uscite
Sentirsi Rockefeller con uno stipendio da 800 euro equivale a guidare bendati. Il consiglio è: cercare di trovare sempre un po'di tempo per gestire il proprio libro contabile e analizzare le proprie finanze, per evitare di soffocare in uno stile di vita troppo inflazionato per il nostro conto corrente.

Mettere le radici nel posto sbagliato
Che ve ne rendiate conto o meno, una delle decisioni più significative per il vostro futuro finanziario è dove vivere. E' vero che il più delle volte non è una scelta presa autonomamente, tuttavia è importante tenere a mente che decidere di abitare, ad esempio, in una città con un elevato costo della vita senza il reddito che ci garantisca uno stile di vita decente, rende estremamente difficile non solo fare quadrare i conti a fine mese, ma anche di accumulare ricchezza nel lungo periodo.

Sposare la persona sbagliata
Un sì che ti cambia la vita. Scegliere di sposarsi è una decisione con importanti implicazioni, non soltanto dal punto di vista etico e morale, ma anche finanziario. Il matrimonio, in primis, è un contratto. E come tutti i contratti bisogna mettere in chiaro da subito tutte le varie clausole e rispettarle. Come, ad esempio, la condivisione dei diritti, dei doveri e del portafogli. Numerose coppie sono finite in bancarotta per comportamenti indisciplinati del partner dalle mani bucate. Per non parlare del costo di un amore che finisce. Per invalidare quel sì, infatti, il prezzo da pagare è caro: per una separazione consensuale così come un divorzio congiunto le spese vanno dai mille e i 2 mila euro. Le cifre salgono se si parla di "giudiziale": in questo caso, il confronto legale può arrivare anche a 10 o 15 mila euro. Per somma gioia degli avvocati.