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Decreto Reclutamento, lo Stato cambia la macchina

·Business editor L'Huffington Post
·2 minuto per la lettura
Draghi/Brunetta (Photo: ETTORE FERRARIANSA)
Draghi/Brunetta (Photo: ETTORE FERRARIANSA)

La “straordinaria necessità e urgenza” indicata dal Governo per adeguare la Pubblica amministrazione alla sfida della spesa veloce e senza sprechi del Recovery non si esaurisce nel dato numerico, cioè nelle oltre 24mila assunzioni, tra l’altro solo le prime di un pacchetto che ne conterrà decine di migliaia. Letta così l’operazione Draghi-Brunetta si riduce alla possibilità, comunque valida, di avere soldi per procedere a un’infornata. Il decreto per il reclutamento approvato dal Consiglio dei ministri è però qualcosa di più e di diverso: disciplinato (si parte dalle assunzioni che servono a far muovere la macchina, via gli appetiti extra dei partiti), ordinato (concorsi in 100 giorni e altre procedure rapide) e controllato (le assunzioni saltano se non si raggiungono gli obiettivi). Ma è anche un assetto che valorizza la “pancia” della Pa, come dimostrano i premi per i dipendenti.

Tutte queste caratteristiche calano la necessità del Governo (e a cascata del Paese) di rispettare gli impegni presi con Bruxelles in una dimensione di realtà. I conti vanno fatti con una Pa che è sottodimensionata, anziana, poco formata e con scarse competenze digitali. Fatta anche di resistenze e di attriti storici tra i sindacati e la politica, contaminata soprattutto a livello locale dalla coda velenosa del clientelismo e della corruzione. Il cambio di passo di Draghi e Brunetta parte da qui e arriva a disegnare un tentativo che passa dal tenere insieme il vecchio e il nuovo, senza privilegiare l’uno o l’altro. I premi, che saranno validi per tutti i dipendenti, saranno anche loro disciplinati, ma la traccia principale è quella della valorizzazione e quindi della chiusura di una lunga stagione punitiva che è passata dal blocco del turnover e dai tagli imposti con la spending review. Lo certifica Brunetta: “Veniamo da dodici...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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