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Decreto Ristori, in arrivo aiuti per bar, ristoranti e palestre dopo il nuovo Dpcm

Primo Piano
·3 minuto per la lettura

Con l’arrivo del nuovo Dpcm e le nuove chiusure decise dal governo, nuove attività e categorie di lavoratori si aggiungono alla lista degli aventi diritto ad un aiuto da parte dello Stato. Atteso nelle prossime ore un pacchetto di ristori immediato volto a favorire le categorie più colpite, un decreto che verrà varato dal Consiglio dei ministri convocato nel pomeriggio.

Nel nuovo pacchetto saranno previsti aiuti che oscillano tra i 4 e i 6 miliardi con ristori fino al 400% delle perdite. Dalla cancellazione dell'Imu per palestre e ristoranti, ai contributi a fondo perduto diversi sono gli aiuti messi a disposizione dallo Stato.

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Imu, no alla seconda rata

Tra le misure che verranno adottate ci sarà la cancellazione della seconda rata dell’Imu, in scadenza il 16 dicembre, per tutte le attività “stoppate” dall’ultimo Dpcm. Dalle palestre alle piscine, passando anche per bar e ristoranti che saranno costretti alla chiusura anticipata, l’operazione costerebbe 114 milioni di euro.

Chi paga un affitto avrà un credito d’imposta, uno sconto sulle tasse future, di tre mensilità che potrà essere girato al proprietario del locale e quindi scontato dal canone d’affitto.

Sarà riconfermata poi la reintroduzione per un mese del reddito d’emergenza, l’aiuto per le persone in difficoltà, che può arrivare fino a 800 euro, a seconda di quante persone ci sono in famiglia.

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Cassa integrazione, si prosegue

Nel Dl verrà prolungata di altre sei settimane la cassa integrazione, utilizzabile dalle aziende in difficoltà. In CdM verrà discussa la possibilità di prolungarla anche a dieci settimane con un costo che potrebbe oscillare dai 1,6 ai 2,6 miliardi di euro.

Dal governo trapela l’intenzione di procedere per gradi: le sei settimane consentirebbero in ogni caso di estendere la copertura fino alla fine dell’anno, mentre per la settimane necessarie nel 2021 si potrebbe provvedere con la legge di Bilancio, già approvata salvo intese una settimana fa ma ancora in fase di elaborazione.

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Tetto massimo ai rimborsi

La cifra complessiva dedicata agli indennizzi per imprese o soggetti con fatturato fino a 5 milioni di euro che subiranno perdite a causa di limitazioni di orario o chiusure si aggira tra 1,5 e 2 miliardi di euro. La cifra coprirà le perdite con un tetto massimo di 150mila euro a impresa e, come ha spiegato il ministro dell’Economia Gualtieri, finirà direttamente sui conti correnti dei richiedenti.

Si tratterà di un rimborso automatico per chi aveva già usufruito dei sussidi previsti dal precedente decreto Rilancio, gli altri dovranno invece fare una nuova richiesta.

Tra i beneficiari entrano anche le aziende con fatturato sopra i 5 milioni di euro. Le categorie beneficiarie saranno identificate in base ai codici Ateco.

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Decreto ristori, la percentuale di rimborso

Sono molte le categorie cui verranno destinati gli indennizzi per cali di fatturato dovuti alle nuove restrizioni anti-Covid. Ma tra chi sarà costretto a chiudere in anticipo e chi, invece, a chiudere del tutto sono presenti delle differenze di rimborso in termini percentuali.

Ad esempio, per i bar costretti a chiudere alle 18 il ristoro sarà del 100%, percentuale che per i ristoranti salirebbe al 150%. Indennizzi fino al 200% invece palestre e centri termali, costretti a chiudere del tutto. Per chi non ha più riaperto si prospettano rimborsi fino al 400%.

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