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Decreto semplificazioni, sì della Camera dopo la fiducia

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L'aula della Camera, dopo aver votato la fiducia, ha approvato il Dl semplificazioni con 265 voti favorevoli e 14 voti contrari. “Grande soddisfazione" è stata espressa dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta per l'approvazione del decreto che "definisce anche la governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza".

"Grazie a questo provvedimento - la prima milestone del Pnrr, raggiunta rispettando pienamente il cronoprogramma negoziato con la Commissione europea - l’Italia potrà ottenere a breve l’anticipo di 25 miliardi sui circa 200 miliardi di fondi Ue che spettano al nostro Paese", afferma il ministro in una nota.

"Siamo intervenuti eliminando i principali colli di bottiglia che potrebbero frenare la transizione digitale ed ecologica: dimezziamo i tempi delle valutazioni ambientali - prosegue Brunetta - riduciamo di più della metà le attese per le autorizzazioni per la banda ultra larga per portare la fibra a tutte le famiglie, sblocchiamo il superbonus 110%, acceleriamo gli appalti e la realizzazione di importanti opere strategiche. Tra le novità introdotte, c'è anche una norma che consente, in caso di ricorsi al Tar, di proseguire senza interruzioni i lavori delle opere legate al Pnrr: è la garanzia che l’Italia procederà in velocità, senza pregiudicare le legittime tutele per le imprese".

"Per garantire a tutti i cittadini meno burocrazia e certezza dei diritti, rafforziamo, infine, il silenzio assenso e i poteri sostitutivi. La Pubblica amministrazione diventa motore di sviluppo, catalizzatore della ripresa. Ringrazio il Parlamento per i contributi costruttivi, che sono certo arricchiranno anche l'esame del decreto reclutamento attualmente incardinato al Senato: le norme per rafforzare e riqualificare il capitale umano pubblico sono l’altra faccia della medaglia. La semplificazione e la digitalizzazione sono destinate a rimanere sulla carta senza personale dotato delle competenze giuste per affrontare le sfide del futuro. Abbiamo disegnato una nuova Pa, all’altezza di una nuova Italia in una nuova Europa”, conclude il ministro.

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