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Def, Conftrasporto: incomprensibile la crociata contro i diesel

Sen

Roma, 17 apr. (askanews) - "Un documento con più ombre che luci". Così Conftrasporto-Confcommercio commenta il Def.

"Piace la volontà di accendere un faro sulla manutenzione di strade, viadotti e ponti, sui controlli nell'autotrasporto, sulla semplificazione degli interventi nelle infrastrutture dei porti - si legge in una nota -. Ma il pollice è verso sulla revisione della governance delle Autorità di sistema Portuale, e non convince l'approccio alla mobilità sostenibile. Grande assente - prosegue la nota -, il cosiddetto 'Allegato Infrastrutture al Def' che, nato con la Legge Obiettivo per integrare i desiderata infrastrutturali con le disponibilità finanziarie, era un prezioso documento ricognitivo e programmatico annuale sulle politiche infrastrutturali e di trasporto. Assenza che suona come un 'declassamento' delle questioni legate all'accessibilità dei territori, alla logistica e ai trasporti, e che rischia di vanificare l'aspirazione a connettere l'Italia.

"Si affronta finalmente anche il tema delle concessioni e della tassazione delle attività portuali - precisa il vicepresidente di Confcommercio e Conftrasporto Paolo Uggè -. Ma ci sono anche note dolenti, che riguardano la volontà di ridiscutere il sistema delle Autorità, le cui criticità non stanno nel modello di governance, ma in diversi vincoli operativi, normativi e procedurali".

"Non si capisce - conclude - la crociata contro i diesel, quando in Europa il trasporto su strada è responsabile solo del 18% delle emissioni totali di CO2 e i mezzi pesanti solo del 5%".