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Istat: "Evasione fiscale mina la crescita"

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I dati sull'evasione fiscale contenuti nei documenti allegati alla Nadef mostrano "la persistenza di elevati livelli di evasione fiscale e contributiva, aspetti critici per il rafforzamento della capacità competitiva e di crescita del nostro Paese e per l'efficacia e l'equità delle politiche pubbliche". Così il presidente Istat Gian Carlo Blangiardo in audizione nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla Nadef a Palazzo Madama.  

"In Italia - continua Blangiardo - la recente revisione generale dei conti economici nazionali, coerente con le pratiche europee che raccomandano una revisione ogni cinque anni, ha anche condotto a lievi modifiche del profilo trimestrale del Pil. Emerge ora un marginale miglioramento congiunturale sia nel primo che nel secondo trimestre (+0,1% in entrambi i periodi)".  

Il nostro Paese, rileva ancora l'Istat, è agli ultimi posti della graduatoria Ue per partecipazione delle donne al mercato del lavoro. "Le maggiori vulnerabilità presenti sul mercato del lavoro italiano sembrano riguardare prevalentemente le donne, i giovani e il Mezzogiorno. In dieci anni la quota di donne tra gli occupati è passata dal 40,1 al 42,1%. Le donne occupate sono aumentate di circa mezzo milione (+5,4%), valore che sintetizza una dinamica stagnante negli anni della crisi (6 mila; +0,1% tra il 2008 e il 2013) e un deciso aumento tra il 2013 e il 2018 (492 mila; +5,3%). Ciononostante, nel nostro Paese ancora solo il 56,2% delle donne partecipa al mercato del lavoro e il tasso di occupazione non supera il 50%. Si tratta dei valori tra i più bassi, insieme a quelli della Grecia, tra i paesi dell’Unione europea dove il tasso di attività è pari al 68,3% e quello di occupazione al 63,4%", afferma l'Istat. 

"Il ruolo ricoperto in famiglia, in assenza di un adeguato sistema di sostegno, appare come uno dei fattori discriminante (insieme alla regione di residenza e al titolo di studio). Il rapporto tra il tasso di occupazione delle donne tra i 25 e i 49 senza figli e quello delle donne nella stessa fascia di età con figli non supera il 74%, valore tra l’altro in discesa negli ultimi 3 anni dopo il picco di quasi il 78% raggiunto nel 2015. Inoltre, tra il 2013 e il 2018 per le donne con figli tra 0 e 2 anni si è stimato un sostanziale arretramento nel tasso di occupazione (-5,1 punti per le donne in un nucleo monogenitore e -1,3 per le madri in coppia)", si aggiunge.