Delega fiscale, arriva lo stop del Senato, ma Grilli è ottimista

Niente più scontrini scaricabili dal 730 e nemmeno più la riforma del catasto o quella delle agevolazioni fiscali. La delega fiscale del governo Monti è stata bloccata martedì scorso, con il voto contrario al Senato della Lega Nord e parte del Pdl e Idv, rispedendola nuovamene in commissione Finanze. E poichè i tempi per approvare il disegno di legge prima dello scioglimento delle Camere è quasi esaurito, non ci sarà tempo per rimettere mano a tutte le deleghe e rimandarla alla Camera, quindi il provvedimento è formalmente decaduto.

La delega fiscale era da tempo attesa dal mondo dell'imprenditoria: per questo motivo, in seguito alla notizia dell'affossamento, l'attacco del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi è stato molto duro: "Il varo della delega è civiltà giuridica. I princìpi sono improntati a semplificazione, trasparenza e civiltà giuridica - afferma Squinzi - sono i capisaldi di un cambiamento che il mondo delle imprese aspetta da anni e che sembrava finalmente vicino alla realizzazione".

Numerose le novità previste dalla delega. Tra quelle che maggiormente interessano le imprese, sicuramente le rateazioni ed i premi alle imprese virtuose, ormai a rischio per via dell'affossamento del ddl. La norma prevedeva di semplificare gli adempimenti amministrativi e patrimoniali a carico dei contribuenti che chiedono di avvalersi della rateazione dei debiti tributari.
Per quanto riguarda le imprese individuali, invece, le novità previste vertevano sulla revisione dell'imposizione sui redditi di impresa, la previsione di regimi forfettari per i contribuenti di minori dimensioni, oltre ad una forma di tassazione - Iri -  separata dal reddito dell'impresa rispetto a quello dell'imprenditore e nuove misure per favorire l'internazionalizzazione.

Futuro incerto anche per la riforma del catasto: la riforma prevede l'invarianza del gettito, lasciando in questo modo l'Imu invariato. Nella delega è prevista la determinazione di nuovi valori degli immobili insieme con le nuove aliquote e le eventuali deduzioni, detrazioni o franchigie, oltre a nuovi vincoli ed oneri di conservazione per gli immobili storici e artistici nella riformulazione delle rendite.

La delega fiscale prevede anche sconti sulle sanzioni per gli imprenditori che non riescono a pagare le tasse ma lo dichiarino per tempo - oltre a garantire il proseguimento dell'attività - e l'alleggerimento dell'Irap, fino all'accorpamento delle agenzie fiscali. A rischio anche la possibilità di scaricare scontrini fiscali dalla dichiarazione dei redditi come strumento efficace di lotta all'evasione fiscale, introducendo così nel nostro ordinamento il cosidetto "contrasto di interessi".

Numerose le polemiche e le criticità giunte dalle associazioni di consumatori, soprattutto in merito all'inapplicabilità del contrasto di interessi. Tra queste, Adiconsum e la condanna del suo segretario generale, Pietro Giordano: "I consumatori sono stanchi di altalene e di tentennamenti parlamentari - afferma Giordano - che il giorno prima illudono ed il giorno dopo condannano i consumatori a vecchi sistemi fiscali”. Per Giordano l'affossamento della delega fiscale è un incentivo al lavoro e al pagamento in nero, "da parte di professionisti che hanno spesso un potere negoziale potentissimo nei confronti del consumatore, come avvocati, medici e di artigiani che mascherano la loro evasione fiscale con  falsi sconti che alla fine vengono pagati dalla collettività".
Il contrasto di interessi sarebbe quindi un valido strumento, secondo Adiconsum, per placare l'evasione fiscale e la pressione fiscale, diventata ormai "insopportabile in questo Paese - conclude Giordano -  soprattutto per lavoratori dipendenti e pensionati che pagano l’80% delle entrate dell’Erario".

Intanto ieri, il ministro dell'Economia Vittorio Grilli, ha garantito che la delega fiscale concluderà positivamente il suo iter parlamentare, nonostante lo stop del Senato, sperando che questa sia una breve "pausa" e ponendo la sua fiducia nella "collaborazione del Parlamento", affinchè "si possa concludere con successo questo provvedimento".