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Delfin, D'Incà: legittimata a liste per cda Mediobanca e... -2-

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Milano, 15 gen. (askanews) - Nel testo dell'interrogazione, i parlamentari D'Attis, Gelmini, Martino, Giacomoni, Cattaneo, Angelucci, Porchietto, Giacometto, Pella, Mandelli, Mulè e Prestigiocomo hanno sollevato alcuni quesiti al ministro dell'Economia e delle finanze Gualtieri in relazione alla recente ascesa di Del Vecchio nel capitale di Mediobanca, dopo che già lo scorso ottobre Forza Italia aveva presentato l'interrogazione 4-03982, "cui ad oggi non è stata data risposta, ove si chiedeva conto al Governo delle criticità afferenti alla complessa operazione riguardante la recente evoluzione del quadro azionario di Mediobanca e di Assicurazioni Generali"

I parlamentari osservano che stante la cessione da parte di Unicredit dell'intera partecipazione, ad oggi il gruppo Leonardo Del Vecchio con il 9,9% è il primo azionista di Mediobanca che, a sua volta, detiene una storica partecipazione in Assicurazioni Generali pari al 13,3%, dove lo stesso gruppo Del Vecchio è arrivato complessivamente al 4,9%.

"Essendo il primo azionista di Mediobanca - sostengono - il gruppo Leonardo Del Vecchio esercita di fatto il controllo su oltre il 18% del capitale di Assicurazioni Generali, risultandone il primo azionista di riferimento. In qualità di azionista di Mediobanca e di Assicurazioni Generali, il gruppo Leonardo Del Vecchio è, dunque, in grado di presentare liste di maggioranza per l'elezione dei due consigli di amministrazione e incidere fortemente sulla nomina degli amministratori delegati".

"Ne consegue - prosegue il testo dell'interrogazione parlmentare - che con un investimento inferiore ad 1 miliardo di euro, il gruppo Leonardo Del Vecchio è oggi in grado potenzialmente di controllare la governance di due delle principali società italiane, che capitalizzano globalmente intorno ai 40 miliardi di euro. Il rischio concreto di tale situazione è che due società storicamente al centro della vita economica e finanziaria del nostro Paese, con un azionariato italiano stabile, diventino terra di conquista per investitori stranieri e società lussemburghesi e francesi.

"Inoltre - affermano i parlamentari di Forza Italia - non appare chiaro come sia stata esercitata la vigilanza da parte di Consob, Banca d'Italia, Banca centrale europea e dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni e se, in tale contesto, siano state condotte le necessarie verifiche sulla correttezza e trasparenza dell'operazione, anche con riguardo al ruolo svolto da Unicredit". L'interrogazione chiude chiedendo "quali elementi si intendano fornire alla luce di quanto descritto in premessa, evidenziando, in particolare, quali iniziative di competenza si intendano assumere per evitare che Mediobanca e Assicurazioni Generali perdano la loro identità azionaria nazionale, finendo in mano a investitori stranieri".

In seguito alla risposta ricevuta da D'Incà, nella propria replica al ministro D'Attis ha affermato: "Abbiamo dovuto fare ricorso al questione time per avere una risposta. Io già la definii il ministro dei cattivi rapporti con il parlamento perché non è possibile dover aspettare mesi e mesi per una risposta. Grazie, quindi, ma questa non è una risposta. E' una risposta da uffici tecnici. Il punto è che Mediobanca e Generali diventino terra di conquista per capitali francesi o esteri in generale".

"Se anche il Copasir si sta occupando di questa vicenda, ciò dimostra che è una cosa seria, rischiamo di perdere un altro pezzo del nostro Paese", ha proseguito D'Incà riferendosi al fatto che nell'ambito delle audizioni in tema di sicurezza del comparto economico, il Copasir ha deciso in generale di iniziare l'approfondimento del settore bancario-assicurativo al fine di verificare quanto esso sia eventualmente interessato a possibili aggressioni da parte di soggetti terzi che possano essere in qualche modo lesivi della sicurezza e dell'interesse nazionale.