Dell, da regina dei pc a potenziale spezzatino

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Dell (NasdaqGS: DELL - notizie) sta conducendo trattative con le società Silver Lake Partners e TPG circa la possibilità di delistarsi e tornare privata, dato che l’azienda fornitrice di soluzioni tecnologiche lotta per trovare un nuovo percorso da seguire in seguito alla fine del boom dei personal computer. Come ha scritto il Wall Street Journal, le trattative tra Dell e società di equity sono andate avanti negli ultimi due-tre mesi secondo persone a conoscenza della situazione.

Una di queste ha descritto le trattative come serie, riferendo che lo scorso anno le discussioni si sono animate e che un possibile accordo potrebbe presentarsi probabilmente entro sei settimane. Secondo indiscrezioni le società di equity si sono avvicinate per anni a Dell, ma solo recentemente le cose si sono evolute poiché la “valutazione di Dell è incredibilmente bassa”, ha riferito un manager dell’azienda. Silver Lake Partners e TPG sono stati in trattative per l’accordo e potrebbero fare un’offerta, hanno riferito persone a conoscenza della questione, aggiungendo che altri, come ad esempio i fondi pensione, potrebbero affiancarli nell’investimento.

Le (Parigi: FR0000072399 - notizie) persone hanno avvertito che l’offerta non è ancora conclusa e che la situazione è fluida. Inoltre, è stato riferito che J.P. Morgan Chase & Co. è coinvolta e che molte banche stanno discutendo circa la possibilità di stanziare dei finanziamenti. Un portavoce di Dell non ha voluto rilasciare commenti.

Dell aveva una capitalizzazione di mercato di circa 19 miliardi di dollari prima che le sue azioni schizzassero in alto del 13% in seguito alle notizie sulle trattative di un’acquisizione. Le discussioni sono un segno di quanto Dell, una volta il maggior produttore mondiale di pc, abbia lottato tra le dinamiche in movimento nell’industria dei pc. Dell raggiunse una posizione di rilievo grazie ai suoi modelli costruiti secondo le specifiche del cliente. Dell ha però cercato fortemente di adattarsi a un mercato basato sulla vendita al dettaglio, concentrato più sui consumatori che considerano i dispositivi come merce. Nel 2006 Dell ha ceduto i titolo di maggior produttore mondiale di pc a Hewlett-Packard. Nello stesso momento, sono divenuti popolari nuovi tipi di gadget elettronici come gli smartphone e i tablet, un’area in cui Dell è molto poco presente.


Oggi i pc rappresentano ancora la metà dei entrate di Dell. Eppure il mercato delle macchine è in declino. Secondo la società di ricerca Gartner (NYSE: IT - notizie) , le spedizioni di pc nel quarto trimestre del 2012 sono diminuite del 4,9% rispetto all’anno precedente e quelle di Dell sono calate del 20,9%. Questo calo sta colpendo il fatturato e i profitti di Dell. Nel trimestre terminato il 2 di novembre, le entrate dell’azienda statunitense derivate dai PC sono diminuite del 19% rispetto a un anno fa. Complessivamente, sempre rispetto allo scorso anno il profitto dell’azienda è calato del 47%.

Al contrario, altre aziende come Apple (NasdaqGS: AAPL - notizie) , che ha guidato il boom dei tablet e degli smart-
Phone, e Samsung, un grande produttore di smartphone, stanno raggiungendo profitti e ricavi record. Michael Dell, fondatore di Dell tornato a esserne il CEO nel 2007 dopo essersi dimesso nel 2004, ha cercato diverse strategie per risollevare l’azienda che ha creato nella sua camera al college. Inizialmente promise di portare a nuova vita l’azienda producendo computer e altri gadget per i consumatori. Quando questi tentativi non hanno funzionato, Dell ha iniziato a dare la priorità a alla produzione di strumenti per le aziende. Nel 2009 ha acquisito la società di servizi Perot Systems per 3,9 miliardi di dollari e da allora ha speso milioni per comprare aziende più piccole che realizzano prodotti come storage technology e security software. Tuttavia, i guadagni non hanno bilanciato gli altri cali derivati dalle vendite dei PC.

Nel 2010 Dell ha annunciato di considerare l’idea di far diventare l’azienda privata, facendo nascere discussioni sul fatto che un probabile accordo fosse già sul tavolo. Alla fine dello stesso anno, comunque, il direttore finanziario dell’azienda ha dichiarato che non c’erano piani per privatizzare Dell. Michael Dell possiede il 15,7% dell’azienda.

Un’acquisizione del gigante dei PC, se portata a termine, sarebbe tra le più grandi realizzate prima della crisi finanziaria del 2008, quando un crollo del credito eliminò la possibilità di grandi accordi tra più aziende per privatizzarne altre. Alcuni banchieri e analisti sono scettici su una facile acquisizione di Dell, se ce ne sarà una. Tuttavia la maggiore liquidità sul mercato, insieme al recente declino del corso azionario di Dell, potrebbero rappresentare il momento giusto per le trattative.

Questo tipo di accordo potrebbe richiedere agli acquisitori di arrivare ad almeno 7 miliardi di dollari di equity, basandosi su altre recenti acquisizioni finanziarie, una parte dei quali potrebbe derivare dalla quota di Dell nell’azienda. Il resto sarebbe una bella somma da dividere anche per due o tre aziende. E in generale, dalla crisi finanziaria, gli investitori in fondi di private-equity sono contrari a tali accordi a causa del rischio che può comportare.

Un acquisizione di questo tipo potrebbe anche richiedere un debito della portata di 15 miliardi di dollari, anche questa una bella somma, soprattutto considerando che gli analisti e gli azionisti non sono stati fiduciosi sulle prospettive di business di Dell.

Tuttavia, l’accordo ha alcune cose a suo favore. Oltre alla grande quota di Dell, l’azienda ha 14,2 miliardi di dollari cash, equivalenti e investimenti sul bilancio. Pare di questi assets potrebbero essere applicati per un’acquisizione di Dell. Nonostante il recente momento negativo, Dell genera forti profitti che le aziende di private-equity potrebbero utilizzare come garanzia per aumentare il debito per sostenere l’acquisto. Lo scorso anno ci sono state entrate per 3,5 miliardi di dollari e 1,8 miliardi di dollari attraverso i primi tre trimestri del corrente anno fiscale.

I trader dei bond Dell sono stati spaventati dal rapporto e hanno assicurato il debito contro il default in cinque anni fino al 45%. Tuttavia, gli analisti hanno detto che delistarsi potrebbe essere un beneficio per Dell, anche se probabilmente non le rimarrebbe molto capitale per continuare a fare acquisizioni.

Dell ha già molti degli ingredienti di cui ha bisogno per risollevarsi, ha detto Brian Marshall, analista presso ISI Group. “Avrebbe un senso per loro diventare privati, fissare l’azienda dietro le scene e poi ritornare come azienda più piccola con una crescita maggiore e più redditizia quando l’inversione di rotta è terminata”.

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