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Delocalizzazioni, fonti: "Nel decreto si cerca sintesi, nessuna logica punitiva"

·2 minuto per la lettura

La tempesta che in queste ore sta investendo il futuro dl sulle delocalizzazioni riguarda ad oggi solo una bozza su cui, secondo fonti di governo interpellate dall'Adnkronos, si lavora in raccordo cercando la sintesi che, solo a quel punto, dopo le “limature”, produrrà un testo che andrà in Consiglio dei ministri. “Il focus è sulla responsabilità sociale d’impresa", fanno notare fonti governative che seguono il dossier. Insomma "non c’è nessuna logica punitiva, ma certo sarà un disincentivo a comportamenti lesivi della dignità del lavoratore”. Come i licenziamenti in un’ora via Whatsapp, ad esempio.

Nell’ultima versione circolata, sempre secondo quanto apprende l'Adnkronos, si sta addirittura parlando di togliere temporaneamente le norme sulle sanzioni che erano state previste in un primo momento, in modo da velocizzare l’approvazione della norma in Cdm. Tematiche - quelle delle sanzioni - che però potrebbero ritornare successivamente.

Le parole di Bonomi contro il decreto Orlando-Todde hanno prodotto "sconforto" e secondo autorevoli fonti ci si chiede come mai così tanto silenzio tra i 5Stelle dopo l’attacco del presidente di Confindustria alla viceministra al Mise Alessandra Todde (M5S) (difesa più dal Pd che dal suo stesso partito) che ha scritto insieme ad Orlando la bozza del decreto “Piano di mitigazione dell’impatto occupazionale” e che segue le crisi industriali al Mise.

“Per capire che la Todde non è una donna anti impresa basta leggere il suo Cv e basta studiare il lavoro che ha fatto al Mise in due anni, risolvendo decine e decine di tavoli" sottolineano le stesse fonti. Che inoltre si chiedono: "Essere anti impresa significa provare a mettere in piedi delle regole serie che impediscano alle multinazionali di licenziare su Whatsapp?".

Imprenditori e colleghi che hanno sentito Todde in queste ore l’hanno definita serena e determinata perché come ha più volte ribadito anche nei giorni passati “questa non è una legge punitiva, anzi. Non intendiamo affatto colpire le ristrutturazioni tout court, né vogliamo imprese che vivano di sussidi. La competitività è l’obiettivo ma atteggiamenti predatori e speculativi non sono più accettabili”.

Sottolineano fonti di governo: “Per settimane, dopo aver visto vicende tristi come quella della Gkn, ci siamo lamentati che lo Stato non avesse strumenti a disposizione per evitare determinati comportamenti. Ora che Todde e Orlando ci lavorano, qualcuno storce la testa?". Senza contare che si tratta ancora di una bozza a tutti gli effetti. Come rilevato nei giorni scorsi a più riprese da Todde, "in Italia il concetto di impresa usa e getta va cancellato. Rispetto per la libertà d’impresa e per le scelte aziendali ma servono percorsi chiari, regolamentati e condivisi”.

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