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Delocalizzazioni, Orlando: "No norme anti imprese"

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"La questione è se vogliamo essere grande paese manufatturiero o oggetto di spoliazione...altro che normativa anti imprese...quelli che pagano il prezzo più alto sono quelle imprese ed i loro lavoratori che da un giorno all'altro scoprono di non avere più le aziende dell'indotto, che non hanno piu committenti. Allora la questione non è tanto impedire la chiusura che mi pare impraticabile ma mettere paletti con cui si verifichino se sono possibili alternative alla chiusura o se invece c'è solo questa strada". E' il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, a ritornare così a spiegare la ratio delle norme antidelocalizzazioni nel corso della festa del Pd a Genova.

"Se poi uno stop è inevitabile vedere quali siano gli interventi con cui ammortizzare l'ìmpatto sui lavoratori .Questa è la cosa che va contrastata. E' impossibile dire: ti costringo a tenere aperta una azienda, peraltro anche vagamente incostituzionale, ma è possibile intervenire a fronte di un comportamento antisociale e mediare con quella condotta", aggiunge. E a Bonomi, che ironicamente aveva rilevato come con l'intervento allo studio le imprese avrebbero traslocato in blocco in Spagna risponde: "ho fatto un fiorettio e non polemizzo con il presidente di Confindustria che però ha sbagliato mira visto che con con la Spagna stiamo lavorando per disciplinare questo fronte insieme, assumendo una posizione comune anche in Europa. La ministra spagnola del lavoro peraltro è anche esponente del partito comunista spagnolo e dunque non l'esempio migliore da citare", conclude.

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