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Dentisti contro la manovra

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"L’ultima Finanziaria contiene un errore politico che fino all’ultimo abbiamo sperato potesse essere scongiurato: chi paga il proprio Odontoiatra in contanti non può più detrarre le spese nell’imposta sui redditi. La disposizione restringe la platea di chi fruisce della detrazione del 19% e va nella direzione opposta dell’aumento della detraibilità che Associazione italiana odontoiatri auspica da ormai un lustro per avvicinare le famiglie italiane alle cure odontoiatriche". Il giudizio è di Fausto Fiorile, presidente nazionale Aio che ritiene necessario invertire la rotta. 

Fiorile plaude alle affermazioni del presidente della Commissione Albo Odontoiatri (Cao) della Fnomceo, Raffaele Iandolo, secondo cui, per le detrazioni Irpef, occorre equiparare il pagamento in contanti nel privato pure ai pagamenti ai medici del Servizio sanitario in regime di 'intramoenia', che la Finanziaria lascia detraibili. "Abbiamo intenzione di muoverci quanto prima in collaborazione con Andi e Cao per apportare le modifiche a quanto stabilito nell’ultima Finanziaria", dice Fiorile. 

"Da tempo - aggiunge il presidente Aio - sosteniamo un aumento della detrazione al 39 e 55% in casi particolari (interventi di prevenzione e cure precoci nei pazienti in crescita) per costruire una continuità di cura tra odontoiatra e paziente nel nostro Paese dove l’odontoiatria non è coperta che in casi residuali dalla sanità pubblica. In Parlamento a fine 2016 Aio evidenziò la relazione tra aumento delle detrazioni ed effetti positivi sulle tasche degli italiani, nonché sullo sviluppo del settore odontoiatrico e sulle relative entrate fiscali. Da quest’anno invece di riprendere il confronto andiamo ad aggravare le disparità, è assurdo!" 

"Sull’impianto normativo relativo all'introduzione obbligatoria del lettore bancomat la nostra associazione - dice il segretario Aio, Danilo Savini – sta procedendo ad un’indagine conoscitiva degli oneri sostenuti per l’utilizzo del Pos, ed intende agire nelle opportune sedi sia sul fronte della riduzione dei costi sia nel chiarire le responsabilità legate alla comunicazione della modalità di pagamento (privacy) e al non sempre possibile riscontro dell’identità degli intestatari delle carte di credito".