Derivati: cosa sono, quali sono i rischi e le opportunità

Il nome dice già tutto: il derivato è uno strumento finanziario la cui performance dipende dall’andamento di un altro strumento, detto sottostante (può essere un’azione, come un’obbligazione, un indice o una commodity).

I derivati sono oggetto di contrattazione in molti mercati finanziari, ma la maggior parte degli scambi si svolge al di fuori dei listini ufficiali (detti “over the counter”), cosa che spiega la loro rischiosità (per l’opacità dei listini alternativi) insieme con il rischio di amplificare i trend dei sottostanti, provocando ribassi violenti e generalizzati. Il resto lo fanno le dimensioni raggiunte da questi strumenti, 300mila miliardi di dollari, un valore quindici volte superiore alla ricchezza prodotta in un intero anno in Italia.

Le ragioni dell’investimento

Come per molti altri aspetti dell’attività finanziaria, l’investimento in derivati può essere motivato da scelte differenti, e persino opposte tra loro. La prima può essere la voglia di coprirsi da future fluttuazioni dei prezzi: così, si può acquistare un derivato che si muove in direzione opposta al sottostante.
Per fare un esempio,  un’azienda industriale che utilizza prodotti metallici nella produzione può far ricorso a un derivato per evitare di pagare un mese 10 e il mese successivo 15 lo stesso prodotto.
Lo stesso può fare il gestore di un fondo comune che investe in azioni americane per proteggersi dalle fluttuazioni del cambio euro/dollaro.

Ma c’è anche chi ricorre ai derivati con finalità speculative, cioè con l’obiettivo di conseguire guadagni di breve termine. Data la complessità di questa strategia, non si tratta certo di una strada percorribile dal piccolo risparmiatore. A maggior ragione se si fa ricorso all’effetto leva, che amplifica l’andamento del sottostante.

Le tipologie
Ci sono numerose tipologie di strumenti derivati.
I più noti sono i futures, che rientrano nella categoria dei contratti a termine: ad esempio, Tizio si impegna a comprare da Caio tra un mese 100 titoli dell’azienda Sempronio al prezzo di 100 euro. Se tra un mese, il titolo di Sempronio varrà più di 100, Tizio ci avrà guadagnato, il contrario in caso di calo.
Molto diffuse sono anche le opzioni, che conferiscono la facoltà (non l’obbligo come nel caso dei futures) di comprare (si usa l’espressione “call”) o vendere (“put”) un determinato titolo a una determinata data futura a un determinato prezzo (detto “strike price”). In cambio del diritto acquisito, il compratore è tenuto a versare un premio.

Gli scambi
Il mercato milanese ufficiale dei derivati è l’Italian Derivative Market (Idem), mentre la piattaforma più gettonata al mondo del settore è il Cbot di Chicago. Anche se, come accennato, ormai la maggior parte degli scambi si svolge ormai sui mercati non ufficiali.

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