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Detenuto in permesso lavorativo sfregiò la ragazza: condannato a 16 anni

Lorenzo Santucci
·1 minuto per la lettura
(Photo: abile via Getty Images)
(Photo: abile via Getty Images)

Mohamed Safi, 37enne di origini tunisine, era riuscito a tenere nascosto il suo passato alla fidanzata, di 43 anni. Quando lei lo venne a scoprire, e per tale ragione troncare la relazione, lui ha cercato di ucciderla sfregiandola con una bottiglia rotta. Ora la nuova sentenza: 16 anni di carcere. Nuova in quanto quel che le teneva celato Safi era una condanna che stava finendo di scontare per aver ucciso la sua ex compagna Alessandra Mainolfi, diversi anni prima a Bergamo. La pm Patrizia Gambardella, nel 2008, aveva chiesto la condanna 12 anni di carcere.

Safi conobbe la ragazza 6 mesi fa, quando aveva iniziato un processo di reinserimento sociale che gli concedeva dei permessi lavorativi e per questo riusciva a fingere di avere una vita quasi normale. Il 18 ottobre scorso, però, la ragazza ha chiesto un confronto per porre fine alla storia. Appena scesa dall’autobus, in viale Giulio Cesare a Torino, lui l’ha aggredita al collo con la bottiglia. Fortunatamente, la sciarpa che indossava è riuscita ad attutire il taglio, che le ha comunque provocato una grave ferita al viso.

Ora per Safi pende una nuova accusa di tentato omicidio e il gup ha ordinato l’espulsione dal paese una volta espiata la pena. L’avvocato della vittima ha dichiarato che questa sentenza è “giustamente severa, le conseguenze del reato sono gravissime e dobbiamo solo ringraziare i medici che per mesi hanno assistito la signora”. Quest’ultima, “fa i conti con le conseguenze ineliminabili di quel gesto”, continua l’avvocato, “e sta tornando faticosamente a una vita che non può essere come quella di prima”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.