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Di Maio a Conte: "Senza il M5s non esistono manovra e governo"

Luigi di Maio e Giuseppe Conte (REUTERS/Yara Nardi)

Non si placano le polemiche e gli attacchi tra le forze di governo. L’ultimatum lanciato nella serata del 19 ottobre dal premier Giuseppe Conte a M5s, Pd e Italia Viva ha gettato benzina sul fuoco che già bruciava attorno alla Manovra 2020. “Chi non fa squadra è fuori dal governo”, aveva tuonato il presidente del Consiglio da Perugia. La battaglia su Fisco, pos e partite Iva, ma anche su Quota 100 (nel mirino di Renzi) si fa sempre più aspra e i toni tra i leader si accendono, nonostante lunedì sia previsto un vertice di maggioranza per chiarirsi sulla legge di Bilancio. Testo che per Conte resta comunque blindato.

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Di Maio: “Senza di noi non esiste il governo”

Particolarmente infastidito dalle dichiarazioni del premier, è il ministro degli Esteri pentastellato, Luigi Di Maio, che oggi risponde così a Conte: "Prima di tutto sono soddisfatto che lunedì finalmente si riunisce questo vertice di maggioranza che stavamo chiedendo da un po', un vertice di governo che deve servire a mettere nella legge di bilancio tre proposte che per noi sono imprescindibili: o si fanno o non esiste ancora la manovra", ha detto il capo politico del M5s da Matera per Expo 2020.

"Non c'è nessun ultimatum contro un ultimatum - ha precisato Di Maio - Io credo soltanto che bisogna fare in modo che in questo governo ci sia meno nervosismo, meno prese di posizione dure e mettere al centro le persone e non le proprie opinioni. I toni 'o si fa così o si va a casa' fanno del male al Paese, fanno del male al governo: in politica si ascolta la prima forza politica che è il M5s, perchè se va a casa il M5s è difficile che possa esistere ancora una coalizione di governo".

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Zingaretti: “Gli avversari stanno a destra”

"Gli avversari per me stanno a destra e non dentro questo campo di forze - ha commentato Nicola Zingaretti da Norcia - Il Partito democratico combatte per dare una speranza al Paese. Tutte le Regioni votano con un sistema maggioritario e quindi o si riorganizza un campo di forze alternativo oppure regaliamo l'Italia a Salvini". Il segretario del Pd ha poi ricordato che l'attuale governo "ha abbassato le tasse sul lavoro, abolito il super ticket nella sanità e ha messo 11 miliardi per nuovi investimenti".

Alla richiesta di commentare le parole di Maria Elena Boschi (“Il Pd è il partito delle tasse") Zingaretti si è limitato a dire che "le hanno già risposto anche dentro la Leopolda".

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Bellanova: “Vertice lunedì? Lo apprendo dai media”

"Non sono permalosa, ma vorrei sottolineare che della convocazione di una riunione di maggioranza la apprendo dai media, perchè non ho ricevuto alcuna telefonata, nè comunicazione", ha tuonato il ministro Teresa Bellanova intervistata da Sky Tg24.

"Se ci saranno altre riunioni politiche spero di essere informata al pari di altri componenti della maggioranza", prosegue prima di aggiungere che "il progetto della Leopolda, che punta a costruire con Italia Viva il campo largo del riformismo di questo Paese, non deve essere temuto da Conte. L'obiettivo è elaborare proposte che sostituiscano quel chiacchiericcio al quale la politica da troppo tempo si è consegnata".

Il ministro Bellanova ha poi concluso con un riferimento alla polemica legata a Quota 100: "In tanti abbiamo contestato in Parlamento Quota 100 e ora pare che Italia Viva sia l'elemento di disturbo di questa maggioranza".

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