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Di Maio chiude la porta a Cesa: "Mai il M5S potrà aprire un dialogo con chi è indagato per mafia"

Lorenzo Santucci
·1 minuto per la lettura
19/01/2021 Roma.  L'Aula del Senato durante la discussione a seguito delle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri, sulla situazione politica in atto. Nella foto Luigi Di Maio (Photo: Pool / AGF)
19/01/2021 Roma. L'Aula del Senato durante la discussione a seguito delle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri, sulla situazione politica in atto. Nella foto Luigi Di Maio (Photo: Pool / AGF)

“In queste ore siamo al lavoro per un consolidamento della maggioranza” ma “con la stessa forza con cui abbiamo preso decisioni forti in passato, ora mi sento di dire che mai il M5S potrà aprire un dialogo con soggetti condannati o indagati per mafia o reati gravi”. Con queste parole Lugi Di Maio, ministro degli Esteri, chiude la porta a Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, oggi indagato per associazione a delinquere nell’ambito dell’operazione antimafia “Basso profilo” della Dda di Catanzaro.

″È evidente che questo consolidamento del Governo non potrà dunque avvenire a scapito della questione morale, dei valori che abbiamo sempre difeso e che sono fondanti del progetto 5 Stelle”, scrive su Facebook Di Maio, che ricorda come “andrebbe riconosciuto al Movimento (oltre ai provvedimenti portati a casa che durante questa pandemia si sono rivelati lungimiranti) è aver chiuso ogni spazio di manovra a chi credeva che la politica fosse un salvacondotto dai problemi giudiziari. Di fronte ad ogni più piccolo sospetto (di altri, ricorderete il caso Siri) abbiamo agito garantendo pulizia a tutto il sistema. Sono questi i principi che da sempre regolano ogni nostra iniziativa”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.