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Dietrofront Gb su "ritorno in presenza" manda imprese in testacoda

Voz
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Roma, 22 set. (askanews) - Testacoda in Gran Bretagna da parte di molte imprese sul ritorno "in presenza" al lavoro: le aziende si sono ritrovate improvvisamente spiazzate dopo la giravolta del governo. Se meno di un mese fa l'esecutivo aveva avviato pressioni per sollecitare il ritorno fisico in ufficio, ora, a seguito dell'impennata di nuovi casi di Covid, ha completamente abbandonato questi richiami. E si torna al "meglio lavorare da remoto". Secondo il Financial Times una molteplicità di gruppi si sono ritrovati con l'improvvisa necessità di stravolgere i loro programmi, che prevedevano appunto il ritorno in presenza di buona parte dei dipendenti. "Diversi grandi gruppi, che contano ognuno decine di migliaia di lavoratori - spiega il quotidiano - riferiscono che rivaluteranno i loro piani alla luce delle nuove linee guida" del governo. Alcuni, come Alstair Elliott, del gruppo immobiliare Knight Frank, mettono in rilievo il rischio di nuovo contraccolpo per l'economia. Dato che in parte la prospettiva di ripresa poggiava proprio su questo generalizzato ritorno in ufficio, scattato con la riapertura delle scuole. Altri puntano il dito sull'effetto nefasto che la piroetta avrà sui livelli di fiducia, visto che finora i messaggi di ottimismo si basavano proprio sul ritorno a una quasi normalità che di colpo viene abbandonata. "E' come un calcio sui denti", sentenzia Ray Berg, dello studio legale Osborne Clarke, citato a sua volta dal quotidiano della City. La svolta dell'esecutivo, evidentemente, riflette il fatto che se proseguisse nella tendenza attuale, l'aumento dei contagi rischiederbbe di portare a scenari ancora più dannosi, come nuovi lockdown stringenti. Ma è anche un indicatore del fatto che l'affrettato "ritorno in presenza" nel Regno potrebbe rivelarsi un nuovo errore, nella gestione di questa crisi pandemica, che potrebbe costare caro.