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Digitale, mercato tiene in pandemia. Marco Gay: "Facciamone un valore"

·4 minuto per la lettura

Nonostante la pandemia il mercato digitale italiano ha tenuto meglio del previsto e nel 2020 ha subito una perdita di appena lo 0,6% ed ora volge lo sguardo al 2021 con stime di crescita del 3,5%. Stando all'ultima analisi di Anitec-Assinform, che anticipa il tradizionale Report annuale di luglio prossimo, lo scorso anno il mercato digitale italiano ha registrato un lieve calo (-0,6%) arrivando a 71,5 miliardi di euro (71.504 milioni), con una dinamica meno drammatica rispetto ad altri settori e nettamente migliore delle aspettative formulate lo scorso novembre, quando era stato previsto un calo più marcato (-2%). "Il mercato digitale ha chiuso il 2020 meglio del previsto, quasi flat, in un contesto di calo generalizzato dell’intera economia causato dall’emergenza sanitaria" commenta Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform, l’Associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende dell’Ict, ai primi risultati dell’analisi annuale sull’andamento del digitale in Italia, condotta in collaborazione con NetConsulting cube.

Gay focalizza inoltre che "l’ultimo trimestre del 2020 ha inoltre lasciato intravedere l’inizio di un recupero progressivo che ci attendiamo nel 2021". Secondo le rilevazioni di Anitec-Assinform - socio fondatore della Federazione Confindustria Digitale - per tutti i comparti i dati a fine anno si sono rivelati migliori delle attese, a esclusione dei servizi di rete, per effetto della pressione sulle tariffe. "La ripartenza sarà possibile solo con una politica di ricostruzione fondata sull’investimento in eccellenze produttive e di servizio, capaci di creare valore attraverso il digitale, sia nel settore privato che pubblico. E 'Avere il digitale' non basta. Per garantire la ripartenza bisogna anche e soprattutto 'sapere creare valore attraverso il digitale'". Gay chiarisce che "si potrà creare valore a tutti i livelli: con una migliore qualità di beni e servizi vecchi e nuovi, con la sburocratizzazione dei processi amministrativi, con l’adeguamento o il ripensamento della legislazione - creata per il mondo fisico e non per quello online- e aumentando la sostenibilità e garantendo maggiore inclusione sociale". "Il digitale non riguarda solo le tecnologie e l’interoperabilità - assolutamente necessarie, ma non sufficienti - ma anche la cultura e le competenze di chi lo fa, di chi lo gestisce e di chi lo usa. Per questo -argomenta ancora Marco Gay- il digitale bisogna saperlo pianificare, scegliere, utilizzare e ottimizzare, facendolo diventare la nostra normalità, non solo tecnologica ma anche culturale, con tutti i suoi limiti e le sue sfide, ma anche con tutti i suoi grandi benefici".

Tornado all'analisi di Anitec-Assinform, la progressione è stata netta, anche se inferiore a quella del 2019, per Servizi Ict (12.702 milioni, +3,3%) e Dispositivi e Sistemi (19.368 milioni, +1,3%). Anche per i Contenuti Digitali e Digital Advertising (12.623 milioni, +4,4%) l’andamento è stato molto positivo rispetto alle dinamiche generali. In calo, oltre ai servizi di rete (19.294 milioni, -6,9%), anche Software e Soluzioni Ict (7.517 milioni, -2,3%). Le componenti più innovative, o Digital Enabler, hanno confermato il loro ruolo trainante anche nel 2020, soprattutto , ovvero le componenti utilizzate in modo più diffuso per Intelligenza artificiale, Cloud, Blockchain, Cyber security, Piattaforme per la gestione Web la gestione dell’emergenza: dal lavoro collaborativo in remoto alla telemedicina, dalla didattica a distanza alla logistica e allo shopping online. Nell’insieme sono cresciute con tassi a due cifre e hanno visto progredire la loro quota dell’intero mercato digitale dal 19,5% del 2019 al 21% del 2020. "Queste dinamiche confermano la centralità delle tecnologie digitali nell’anno dell’emergenza sanitaria ed economica. Ma oggi non basta accontentarsi della capacità del digitale di fornire soluzioni in un momento difficile. Bisogna farlo diventare il vero cardine della ripartenza: generatore e propagatore di innovazione diffusa" sottolinea Marco Gay. "L’agenda, le priorità di investimento e i finanziamenti ci sono, ora bisogna dare concreta esecuzione agli interventi, con competenza e garantendo tempi rapidi" aggiunge Gay.

Anitec-Assinform stima che per il 2021 sia l’evoluzione e il controllo dell’attuale emergenza che l’aumento di fiducia nel clima economico complessivo lasciano intravedere un recupero del mercato, con una crescita prevista del 3,5% e dinamiche in miglioramento in tutti i comparti e Digital Enabler. A eccezione dei servizi di rete, in calo ma in maniera meno sostenuta, continueranno a crescere con tassi a due cifre le componenti associate a una digitalizzazione e automazione sempre più accentuata dei processi collaborativi a diversi livelli - dalla scuola alla sanità, ai servizi al cittadino fino all’e-commerce - e le soluzioni per la digitalizzazione delle filiere, un processo che aveva rallentato la sua corsa nel 2020. Tra i Digital Enabler a maggiore crescita, avremo Intelligenza Artificiale, Blockchain, Cloud, Big Data, Cybersecurity, Piattaforme per la gestione Web. Queste dinamiche si riferiscono alla sola crescita fisiologica, a cui si aggiungerà l’ulteriore aumento degli investimenti in digitale che saranno finanziati dal Pnrr e per i quali non è stata ancora resa pubblica la pianificazione anno per anno.