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I dilemmi giuridici del Metaverso

(Adnkronos) - In collaborazione con Cyber Lex

In collaborazione con Cristiana Falcone, consigliere e membro del Comitato Parti Correlate e del Comitato Sostenibilità in TIM , abbiamo esplorato alcuni dei dilemmi giuridici di due temi del momento, gli NFT e il Metaverso. I primi (Non-fungible Token) sono considerati il futuro degli atti di proprietà e dei certificati di autenticità, mentre il Metaverso è considerato il futuro di internet. Negli ultimi mesi non si parla d’altro e le comunità tech ed accademiche cominciano a discutere le nuove sfide che queste tecnologie stanno proponendo ai legislatori.

Recentemente, in un'intervista pubblicata in rete, Cristiana Falcone ha commentato Meta, il Metaverso ideato da Facebook, sottolineandone la caratteristica di “progetto collettivo aperto a tutti ed alimentato dai prodotti e servizi dell’azienda” con l’obiettivo di “sviluppare tecnologie che aiutino le persone a connettersi, le community a svilupparsi e gli affari a crescere”. A detta di Mark Zuckerberg occorreranno circa 10 anni per il processo di migrazione del world wide web che conosciamo oggi nel Metaverso da lui progettato.

“Probabilmente occorreranno altrettanti anni per porre solide basi giuridiche a tutela della libertà d’espressione, della privacy, della trasparenza, dei consumatori, dell’equità e dell’inclusione nel Metaverso” afferma Cristiana Falcone, per la quale “resta da capire con quali regole ci stiamo addentrando in questa novità”.

Gli NFT in pochi mesi hanno già lasciato in sospeso una lunga serie di questioni legali. “La complessità delle tecnologie blockchain e smart contract non permettono di informare effettivamente i consumatori sul prodotto o servizio che stanno acquistando e neppure gli artisti e le aziende hanno idea di quali diritti stanno cedendo e a quali obblighi vanno incontro”, dice Cristiana Falcone. Al momento, quindi, gli NFT recepiscono i vecchi schemi legali, soprattutto per quanto riguarda i cyber crimini: è il caso, ad esempio, dell’applicazione della V direttiva UE e del decreto legislativo 231/2007 ai reati di riciclaggio attraverso la creazione e lo scambio di NFT. Non tutti i vecchi schemi legali, però, sono sufficienti a tutelare le proprietà intellettuali e i diritti dei consumatori, alcuni dei quali, come il diritto di recesso, vengono meno per incompatibilità con la tecnologia del prodotto - una volta acquistato un bene digitale su una piattaforma NFT, non c’è modo di risolvere il contratto e restituire il prodotto.

Occorre comunque ricordare che da un anno l’Unione Europea sta lavorando alle nuove regole per il digitale, volte perlopiù a correggere le storture create dalla concentrazione del potere nelle mani di pochi grandi player. “Chiediamoci anche - continua Cristiana Falcone - se il legislatore, al fine di tutelare il Metaverso e prevenire i cyber crimini, abbia gli strumenti per legiferare su un fenomeno innovativo, non ancora consolidato e tecnicamente complesso. Un utilizzo non etico del Metaverso crea sistemi perversi del comportamento digitale. Le leggi dovrebbero essere comunque disegnate per garantire i diritti fondamentali della democrazia senza penalizzare l’innovazione, la prosperità, la crescita di nuove imprese e di posti di lavoro”.

La compravendita degli NFT e dei servizi/prodotti nel Metaverso non deve essere ostacolata dal legislatore, ma adeguatamente regolamentata per consentirne uno sviluppo etico e sostenibile, spostando la questione legale sulla governance delle aziende. “Queste ultime - conclude Cristiana Falcone - dovranno focalizzarsi sul superamento delle barriere tecnologiche, considerando che, man mano che queste tecnologie continueranno a svilupparsi, nuove e complesse questioni legali saranno coinvolte”.

Ringraziamo Cristiana Falcone e di seguito potete leggere una breve biografia tratta dal suo profilo LinkedIn

Cristiana Falcone vanta oltre 20 anni di esperienza professionale nella elaborazione di strategie ed implementazione di partnership per lo sviluppo del business maturata collaborando con i leader di aziende multinazionali (SONY, Shell, Revlon), interagendo con organizzazioni governative internazionali (ILO, IFAD, FAO, UNDCCP, IADB) e operando nel mondo dei media (Radio Televisione Italiana, Gruppo Espresso, Univision, Viacom).

Nel 2004 dirige la sezione Media, Intrattenimento, Informazione e Sport del World Economic Forum per poi diventare Senior Advisor dell’Executive Chairman e Fondatore che le affida in particolare la responsabilità dello sviluppo di servizi e prodotti innovativi e la valutazione del rischio geopolitico legato alle tecnologie emergenti.

Dal 2006 è CEO e membro del Consiglio di Amministrazione della JMCMRJ Sorrell Foundation che promuove iniziative innovative globali nell’ambito della salute, dell’educazione e della riduzione della povertà per il raggiungimento degli obiettivi UNSDG.

È membro dei consigli di amministrazione di TIM e del Paley Center for Media, della Fondazione Guido Carli, di Internews, del progetto culturale ed editoriale Formiche, della Tufts University, del Summit Institute.