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Diodovich (IG Italia), 'su Tim probabile rilancio Kkr ma non escluse altre offerte'

·2 minuto per la lettura

Dopo l'offerta di KKR, che contiene un forte premio sulle quotazioni di venerdì scorso, "il titolo Tim è salito ma non è mai arrivato ai 50 cent messi sul tavolo dagli americani perché il mercato capisce che la questione andrà per le lunghe e quindi non esclude nuove offerte di altri fondi o grandi gruppi telefonici, che però devono fare i conti con il proprio indebitamento. Penso più a un rilancio di KKR sulla propria offerta, magari intorno a 65 centesimi". Se ne dice convinto Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, che all'Adnkronos spiega: "Non credo che si possa chiudere su questi valori, che comunque rappresenterebbero una opportunità di investimento molto interessante, visto che siamo ancora lontani dalle quotazioni pre-pandemia". "La discesa - ricorda - è stata provocata anche dalla spaccatura nei vertici, con l'a.d. da una parte e il principale azionista dall'altra" ma la possibilità che in una nuova fase il titolo Tim possa andare oltre i 50 centesimi offerti dagli americani è concreta. Il possibile valore futuro - spiega Diodovich - "dipende dal cambio di management, dal nuovo piano industriale, dalle strategie, dalla chiusura di eventuali dossier e dalle scelte sulle attività estere: insomma, ci sono tante possibilità, ma la cosa fondamentale sarà l'atteggiamento del governo. Che però non credo che risponderà subito".

Quella aperta dall'offerta Kkr su Tim - sottolinea - "è una partita che andrà per le lunghe, ma è significativo che qualcosa si sia mosso" intorno a uno dei titoli principali di Piazza Affari. D'altronde "per via delle quotazioni basse, da tempo Tim era oggetto di interesse di fondi di private equity che vedono la possibilità di risollevare" il valore del titolo, rendendolo così "appetibile e interessante". Ma guardando alle polemiche e alle preoccupazioni di carattere occupazionale "c'è il rischio che Tim possa diventare la nuova Alitalia", spiega Diodovich, che osserva come da parte del governo "il ricorso al golden power sarebbe un segnale per gli investitori stranieri" non necessariamente positivo. "Per questo - conclude - mi aspetto tempi lunghi per quella che sarà una scelta 'politica' e complicata".

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