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Direttiva Copyright, Sassoli e Mogol: nell'Ue decidono europei-2

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Bruxelles, 26 set. (askanews) - "Abbiamo visto con grande piacere - ha osservato il presidente del Parlamento europeo - che la Francia si è mossa subito" per la trasposizione della direttiva nell'ordinamento nazionale.

"Speriamo - ha aggiunto Mogol - che l'Italia segua questo esempio perché siamo in ritardo. Questo non ci preoccupa così tanto, perché l'accetterà, perché non credo ci sia un altro modo di intendere di promuovere la cultura".

"Noi abbiamo - ha proseguito il presiedente della Siae - 90mila iscritti che hanno mediamente lo stipendio di meno di mille euro al mese senza contributi. E penalizzare queste persone a favore di miliardari che utilizzano la cultura e non la vogliono pagare, non mi pare ragionevole. C'è un detto che ha adottato la Siae: 'Loro hanno i miliardi, noi abbiamo ragione'".

"Abbiamo visto - ha rilevato Sassoli - delle reazioni scomposte da parte di alcuni colossi del Web rispetto al recepimento della direttiva da parte del Parlamento francese. Ripetiamolo: in Europa decidono gli europei. E credo che questo sia il modo per difendere un diritto, che è quello del mondo dell'arte, della cultura, della sua indipendenza, e anche del fatto che noi non vogliamo farci rubare il lavoro. Perché qui - ha insistito - si tratta di metodi che, in qualche modo, mettono a repentaglio il lavoro e questo non possiamo permetterlo. I giovani giornalisti, i giovani creativi, i giovani comunicatori, i giovani artisti, hanno diritto alla loro indipendenza e credo - ha concluso il presidente del Parlamento europeo - che questa sia una battaglia di civiltà europea".