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Regali e benefit per 679 mila euro ma lui nega: “Giovanna non è Mr. Hyde. Mai dato un euro”

Adalgisa Marrocco
·Contributor HuffPost Italia
·1 minuto per la lettura
- (Photo: hp)
- (Photo: hp)

Regali e benefit per 679 mila euro in cambio di incarichi al Miur. È questa l’ipotesi di corruzione formulata dalla Procura di Roma che indaga sui rapporti intercorsi tra Giovanna Boda - dirigente del ministero dell’Istruzione che mercoledì pomeriggio ha tentato il suicidio lanciandosi dalla finestra di un palazzo dopo aver saputo delle accuse - e lo psicoterapeuta, editore e imprenditore Federico Bianchi di Castelbianco, che oggi dice: “Giovanna non è Mr. Hyde. Io non le ho mai dato un euro”.

All’alto dirigente, ipotizza la procura, lo psicoterapeuta Bianchi avrebbe anche dato una carta di credito per le spese. In cambio avrebbe ottenuto incarichi e affidamenti dal Ministero. A smentire le circostanze è lo specialista stesso, come scrive Repubblica:

Era spesso in Viale Trastevere, Bianchi di Castelbianco: “A parlare con Giovanna di lavoro, a invitarla ai miei convegni”, racconta lui, rientrato in possesso del cellulare sequestrato. Gli investigatori hanno individuato due incarichi senza bando da 79 mila euro totali offerti allo psicoterapeuta e trovato un pagamento fluido nel corso degli anni, da lui a lei, per 680 mila euro.

Bianchi prosegue sottolineando:

“Non so cosa siano quegli affidamenti del Mercato elettronico che mi vengono contestati, non esistono. E la firma di Giovanna non c’entra nulla [...] Di Giovanna sono diventato amico per lavoro [...] Non abbiamo mai cenato insieme e non le ho mai dato la carta di credito”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.