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Diritti tv, Sky rimane senza Serie A

Matia Venini
·3 minuto per la lettura
Diritti tv, Sky rimane senza Serie A
Diritti tv, Sky rimane senza Serie A

Al momento l’emittente del Gruppo Comcast rimane senza partite di campionato per la prima volta dopo 18 anni

Seconda sconfitta consecutiva per Sky nella partita dei diritti tv della Serie A. Nonostante il rialzo a 87,5 milioni di euro dai 70 milioni iniziali, l’emittente del Gruppo Comcast non si è vista assegnare neanche il pacchetto 2, quello relativo alle tre partite da offrire in co-esclusiva con Dazn, che nella precedente asta si era aggiudicata i diritti dell’intero torneo. Ora la palla torna alla Lega Calcio, che dovrà organizzare un nuovo bando, al quale non è da escludere possano partecipare anche altri operatori, come Mediaset, Amazon e Discovery.

IL BLOCCO SULL’OFFERTA DI SKY

Per aggiudicarsi i diritti di tre partite di ogni turno di Serie A, a Sky servivano 14 sì: ne ha incassati 13. A bloccare l’acquisto è stato un gruppo di sette squadre, Juve, Inter, Napoli, Lazio, Atalanta, Verona e Fiorentina, che si sono astenute. Il blocco condivide una visione comune su molti lavori della Lega, dai diritti tv ai fondi. Non è stata rilasciata nessuna motivazione ufficiale in seguito allo stop nei confronti dell’offerta di Sky, anche se, probabilmente, le squadre aspettano di ottenere una proposta molto più ricca. Dazn ha stimato il valore delle partite del pacchetto 2 in 100 milioni di euro, cifra riconosciuta consona anche dai sette club.

NUOVE ASTE, NUOVI CONCORRENTI

Le tre partite in questione sono l’anticipo del sabato sera, quella della domenica all’ora di pranzo e il posticipo del lunedì. Per decidere chi se ne aggiudicherà i diritti di trasmissione, la Lega aprirà un nuovo bando, nel quali ci sarà spazio per altri concorrenti. La svolta potrebbe arrivare dalla possibilità di offrire una partita in chiaro. Eventualità che potrebbe interessare a Mediaset. Ci sarà poi un’ulteriore asta, quella riservata ai cosiddetti Over-the-top (Ott). In questo contesto, Amazon, con l’acquisto in esclusiva di 16 partite della Champions League, ha dimostrato di voler entrare prepotentemente nel mondo del calcio. Discovery invece ha lanciato all’inizio di quest’anno la nuova piattaforma streaming Discovery+ e potrebbe sfruttare il calcio per attirare clienti.

TRA I LITIGANTI GODE TIM

Chi potrebbe trarre vantaggio da questa situazione è Tim, che grazie a Timvision offre già ai propri abbonati i contenuti di Amazon Prime Video, Dazn, Sky e Mediaset. Con lo spezzatino di calcio che si sta creando tra Serie A e Champions League, la piattaforma dell’operatore telefonico potrebbe avere in mano l’offerta calcio al completo, con tutte le partite.

SKY-SERIE A, UNA STORIA FINITA?

Se anche con la prossima asta Sky non riuscisse ad aggiudicarsi i diritti del pacchetto 2, direbbe addio alla Serie A dopo 18 anni. La società guidata dall’ad Ibarra potrebbe ancora presentare ricorso contro l’offerta di Dazn per l’intero torneo, fatta insieme a Tim, che ha partecipato per 340 milioni di euro sugli 840 milioni totali. Inoltre i pacchetti sono al momento di proprietà di un unico operatore, circostanza non conforme alla Legge Melandri, per la quale non è possibile assegnare a una sola realtà l’esclusiva di tutti i match. Per questo l’assemblea dei club di Serie A ha acquisito un parere legale secondo cui l’assegnazione dei diritti a Dazn non decade a patto che l’aggiudicazione delle altre licenze avvenga entro luglio.