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Disoccupazione USA e fumata nera sui coronabond EU

Emanuele Rigo
 

Il nero di contagi da coronavirus continua a crescere in modo esponenziale in tutto il mondo con oltre mezzo milione di contagiati e 24 mila morti. L’epicentro continua ad essere l’Europa, ma con una crescita impressionante gli Stati Uniti si piazzano al primo posto per contagi nel mondo superando anche la Cina.

Tuttavia l’assenza di una risposta definita e univoca da parte dell’amministrazione Trump sta spingendo i governatori degli stati ad entrare a gamba tesa nella gestione della crisi.

In Europa i leader dei paesi membri in videoconferenza ieri non sono riusciti a trovare un accordo nonostante le indiscrezioni. I paesi del nord rimangono contrari ai cosiddetti coronabond che vedono come primo passo per la creazione di eurobond.

Disoccupazione USA

La magnitudine dell’impatto che il coronavirus sta avendo sull’economia è diventata evidentissima ieri negli USA. La pubblicazione del dato sulle nuove richieste di disoccupazione ha mostrato un’immagine devastante. Oltre tre milioni e 280 mila nuove richieste, il numero peggiore della storia da quando si è iniziato a registrare il dato nel 1967. Colpite con particolare durezza la Pennsylvania (oltre 378 mila richieste) e la California (129 mila richieste). Fanno registrare forti aumenti anche gli stati di New York, Michigan, Ohio e Illinois.

L’aumento delle richieste di sussidi implica un tasso di disoccupazione del 5.5% e non c’è motivo per pensare che non possa peggiorare oltre.

Mercati

Buone le chiusure di Wall Street di ieri dopo una giornata particolarmente concitata. Il DOW Jones ha chiuso a +6.38% in linea con il S&P500 a + 6.24% e il NASDAQ a +5.60%. Anche la sessione asiatica ha seguito a ruota le buone performance degli Stati Uniti. L’indice Nikkei della borsa di Tokyo ha messo a segno un +3.88%, mentre Shanghai si ferma a +0.26%.

La sessione europea questa mattina apre in controtendenza con ribassi generalizzati. Il DAX di Francoforte apre a -1.85% in linea con il FTSE MIB di Milano a -1.43%. Più pesanti il CAC40 di Parigi a -2.61% e il FTSE100 di Londra a -3.81%.

Forex

La giornata di ieri è stata caratterizzata dall’assorbimento della notizia sulle nuove richieste di sussidi negli Stati Uniti e un generalizzato indebolimento del biglietto verde sulle prospettive di una recessione.

EURUSD

Il trend di recupero della moneta unica che è partito ieri da area 1.0850 è arrivato a toccare 1.1060 nella notte. Con la sessione asiatica e l’avvio della contrattazioni in Europa si è assistito ad un parziale rientro dei long fino a toccare area 1.10 dove dovrebbe svilupparsi la dinamica di prezzo in attesa dell’apertura di Wall Street nel pomeriggio.

USDJPY

Il rapporto tra biglietto verde e yen giapponese si è mosso direzionalmente dai massimi di periodo in area 111.50 fino a toccare quota 108.40 nella notte. Questa mattina viene meno la forza direzionale del sell off di dollaro e le quotazioni tornano, temporaneamente, verso area 109.00. Le prospettive di un parziale recupero e consolidamento in chiusura di settimana potrebbero mantenere il cambio poco sotto quota 109.50 per il resto della giornata.

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