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Disuguaglianze post-Covid: per colmarle serve un approccio sostenibile

Redazione
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Disuguaglianze post-Covid: per colmarle serve un approccio sostenibile
Disuguaglianze post-Covid: per colmarle serve un approccio sostenibile

Secondo Oxfam, il coronavirus ha allargato il divario tra ricchi e poveri. I primi hanno recuperato in nove mesi, i secondi potrebbero impiegarci più di dieci anni

“Il virus della disuguaglianza”, è così che si intitola il rapporto di Oxfam che analizza il divario tra ricchi e poveri durante la pandemia. Un titolo che, in realtà, anticipa i contenuti dello studio da cui emerge un gap decisamente accentuato in relazione alla situazione preestistente.

FORBICE AMPLIATA

Dal rapporto emerge infatti che “le 1.000 persone più ricche del mondo hanno recuperato in appena nove mesi tutte le perdite che avevano accumulato per l’emergenza Covid-19, mentre i più poveri per riprendersi dalle catastrofiche conseguenze economiche della pandemia potrebbero impiegare più di 10 anni”. Basterebbe solo questo dato per comprendere quanto la pandemia abbia allargato la forbice delle diseguaglianze, ma più avanti si leggono dati ancora più allarmanti: “Il patrimonio dei primi 10 miliardari del mondo è aumentato di 540 miliardi di dollari complessivamente: risorse sufficienti a garantire un accesso universale al vaccino anti-Covid e assicurare che nessuno scivoli nella povertà a causa del virus. Il tutto per via – prosegue - di un sistema economico con troppe disuguaglianze”.

UN MONDO GIA’ DISUGUALE

Il rischio è che questo gap globale si faccia sempre più ampio. La Banca Mondiale prevede che “se i governi lasceranno che la disuguaglianza cresca di appena due punti percentuali all’anno – si legge nel rapporto - nel 2030 vi saranno 501 milioni di persone in più costrette a vivere con meno di 5,50 dollari al giorno; inoltre il numero delle persone in stato di povertà risulterebbe maggiore di quanto non fosse prima della pandemia”.

SOLUZIONI ALL’ORIZZONTE

I governi hanno un ruolo cruciale: mettere in campo azioni mirate per ridurre le disuguaglianze anche di due punti percentuali l’anno. Anche l’organo esecutivo dell’Unione Europea, la Commissione, si sta impegnando molto in questo senso, tra l‘altro chiamando in causa direttamente il sistema finanziario in quanto “motore dell’economia”, al fine di convogliare le energie verso uno sviluppo sempre più sostenibile e responsabile. Un ruolo fondamentale lo giocano anche i risparmiatori, che possono per i propri impieghi la finanza eitca, che prende sempre in considerazione gli impatti ESG (ovvero ambientali, sociali e di governance). Fin dalla sua fondazione Etica Sgr è protagonista di responsabilità: “La crisi generata dal Covid-19 – sottolinea la società di gestione - offre l’occasione di ricostruire l’economia in modo più sostenibile e di adottare politiche che promuovono sistemi più equi e inclusivi, non perdiamo questa occasione".