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Dividendi europei a livelli pre-crisi non prima del 2022

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura
Dividendi europei a livelli pre-crisi non prima del 2022
Dividendi europei a livelli pre-crisi non prima del 2022

Allianz Global Investors stima un recupero di circa 330 miliardi di euro nel 2021, ma per tornare a livelli raggiunti prima della pandemia bisognerà attendere almeno il 2022

Nonostante il calo legato alla pandemia, i dividendi continuano a rappresentare una componente significativa dei rendimenti delle azioni europee. Ma dopo il costante incremento degli ultimi anni, nel 2020 i dividendi distribuiti dalle aziende europee hanno registrato un forte calo, con le società dell’indice MSCI Europe che hanno distribuito poco meno di 290 miliardi di euro rispetto ai circa 360 miliardi di euro del 2019. Lo rileva l’Allianz Global Investors Dividend Study 2021 che prevede una parziale ripresa nel 2021 fino a circa 330 miliardi di euro, ma stima che per tornare ai livelli pre-crisi bisognerà attendere almeno il 2022.

LA STRETTA CAUSATA DAL COVID

AllianzGI osserva che, sebbene i dividendi pagati in un determinato esercizio dipendano di norma dagli utili dell’anno precedente, nel 2020 molte società li hanno ridotti o addirittura sospesi in via precauzionale. In alcuni casi inoltre le aziende non erano autorizzate a distribuzioni poiché avevano ricevuto aiuti statali nel quadro della crisi da Covid. Nel complesso, lo scorso anno hanno pagato dividendi meno di tre aziende europee su quattro, rispetto ad oltre il 90% degli anni precedenti.

NON C’E’ RIPRESA A ‘V’

Nel 2021 i dividendi distribuiti dalle società dell’MSCI Europe dovrebbero tornare ad aumentare. Ma così come per l’economia, Allianz Global Investors non prevede una ripresa a V, ma solo un recupero parziale. Jörg de Vries-Hippen, CIO Equity Europe di Allianz Global Investors, spiega che al calo del 20% circa registrato nel 2020 probabilmente seguirà un incremento del 15% circa quest’anno, ma per tornare ai livelli pre-crisi bisognerà attendere almeno il 2022. L’esperto di Allianz raccomanda inoltre di non dimenticare le differenze esistenti fra un settore e l’altro.

DIVERSIFICAZIONE SETTORIALE

Sanità e utility, ad esempio, sono riuscite ad aumentare le distribuzioni durante la crisi e continueranno probabilmente anche in futuro, mentre altri comparti invece, come i beni di consumo ciclici e industriali potranno incrementare i dividendi solo a fronte di una generale ripresa economica, e le distribuzioni di settori come energia e servizi finanziari con ogni probabilità resteranno inferiori ai livelli massimi precedenti, aggiunge de Vries-Hippen.

UNA COMPONENTE IMPORTANTE

Nonostante la forte flessione, anche nel 2020 i dividendi hanno continuato a rappresentare una componente sostanziale dei rendimenti azionari europei, con un dividend yield sceso intorno al 2,75%, quasi un punto percentuale sotto il 2019. Ma, sottolinea Allianz Global Investors, si tratta di un livello ancora nettamente superiore ai rendimenti nominali di molti titoli obbligazionari. L’importanza dei dividendi risulta ancora più evidente in un orizzonte di lungo periodo.

MENO VOLATILI DEI PROFITTI

Hans-Jörg Naumer, Head of Capital Market Analysis e autore dell’Allianz Global Investors Dividend Study 2021, sottolinea come “I dividendi conferiscono stabilità a molti portafogli, soprattutto in anni di andamento negativo delle quotazioni, poiché possono compensare le perdite sul fronte dei prezzi, totalmente o parzialmente”. Inoltre i dividendi sono meno volatili dei profitti, il che contribuisce a stabilizzare il rendimento complessivo delle azioni.

CONTINUA LA RICERCA DI RENDIMENTO

In Europa, la cultura dei dividendi è molto più radicata che negli USA e in Asia. Tra il 1975 e la fine del 2020, i dividendi hanno rappresentato circa il 35% del rendimento azionario complessivo. “Per gli investitori quindi i dividendi rivestono ancora un’importanza fondamentale”, aggiunge Naumer, “Con il coronavirus la financial repression è entrata in una nuova fase. I tassi di interesse negativi ci accompagneranno ancora a lungo. Continua quindi la ricerca di rendimento.”