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I dividendi sotto l’albero

Morningstar
·4 minuto per la lettura

Come riorganizzare il portafoglio income nel turnover per il prossimo anno? La selezione dei titoli in ottica di dividendo deve necessariamente passare dall’analisi dei fondamentali delle società e puntare su quelle con un solido modello di business e che hanno dimostrato in passato di essere in grado di aumentare costantemente la cedola. In questo modo il rendimento da dividendo assolve anche a una funzione di paracadute che permette di compensare eventuali perdite in conto capitale e il deprezzamento prodotto dall’inflazione.

Gli analisti di Morningstar prestano molta attenzione al posizionamento delle aziende all’interno del contesto competitivo e assegnano un Economic moat nella misura di Ampio o Medio a quelle che dimostrano di avere un modello di business così solido da prometterle di generare elevati rendimenti del capitale nel futuro.

Di seguito abbiamo selezionato 3 titoli che negli ultimi 5 anni hanno dimostrato di avere una politica di dividendo molto disciplinata, riuscendo sempre ad aumentare la cedola, che hanno un Economic Moat e che al momento sono scambiati a sconto rispetto al fair value stimato da Morningstar. Quest’ultima prerogativa va nella direzione di non incorrere in una perdita in conto capitale e di non cadere in una trappola da dividendo.

Danone

Danone ha ceduto oltre il 26% da inizio anno (in euro all’11 dicembre 2020) e ora è scambiata a un tasso di sconto di circa il 20% rispetto al fair value di 64 euro (report aggiornato al 23 novembre 2020). Oltre al potenziale guadagno in conto capitale, il titolo offre in base alle attuali quotazioni di mercato un dividend yield superiore al 3%.

Gli analisti di Morningstar riconoscono a Danone un Economic moat nella misura di Medio e approvano la decisione di ridurre i costi operativi annunciata recentemente. “Grazie ai suoi volumi di vendita l’azienda riesce ad esercitare un forte potere contrattuale nei confronti dei fornitori e a realizzare elevate economie di scala. Inoltre, la forza dei suoi marchi le permette di applicare mark-up elevati ai prezzi di vendita. Tutto questo si traduce in margini di profitto superiori alla media”, dice Ioannis Pontikis analista azionario di Morningstar. “Il management ha pianificato un taglio dei costi per un miliardo di euro entro il 2023 e conta che questo possa tradursi in un miglioramento dei margini di profitto. Le nostre previsioni sono in linea con le guidance dell’azienda e indicano un incremento di circa 300 punti base dell’EBITDA nei prossimi 4 anni”.

Roche Holding

Roche Holding ha guadagnato poco più dell’1% da inizio anno (in euro all’11 dicembre 2020) e continua a essere scambiata a un tasso di sconto di circa il 30% rispetto al fair value di 417 franchi svizzeri (report aggiornato al 23 novembre 2020).

“Il gruppo svizzero ha un ampio portafoglio farmaci, vanta un forte posizionamento nei segmenti dell’oncologia e della sclerosi multipla (due aree in cui l’azienda riesce a ricavare margini di profitto molto generosi), è leader nel segmento della diagnostica e, grazie all’acquisizione di Genentech, è riuscita a guadagnare una fetta importante del mercato dei farmaci biologici. Per queste ragioni assegniamo a Roche un Economic moat nella misura di Ampio”. La società vanta anche un’ottima solidità finanziaria: negli ultimi anni è riuscita a ridurre il livello del suo indebitamento e gli analisti prevedono che possa continuare a mantenere un payout ratio attorno al 50% anche in futuro. “Nei prossimi cinque anni stimiamo una crescita media degli utili del 10% e prevediamo che il ramo dell’immuno-oncologia sia uno dei principali driver della crescita futura”.

Sanofi 

Sanofi ha perso il 5% circa da inizio anno e ora è valutato con un rating di 4 stelle. Il titolo ha sempre staccato cedola negli ultimi 5 anni e alle attuali quotazioni di mercato offre un dividend yield del 3,7%.

Gli analisti di Morningstar riconoscono alla casa farmaceutica francese un Economic moat nella misura di Ampio per effetto dell'ampia gamma di farmaci e vaccini e una robusta pipeline di prodotti in fase di approvazione. “La maggior concorrenza sul mercato, anche da parte dei biosimilari, produrrà nel lungo termine il calo delle vendite di alcuni prodotti di punta come il Lantus ma siamo convinti che l’offerta nel ramo vaccini e dei farmaci da banco dovrebbero continuare a garantire a Sanofi flussi di cassa elevati. Nei prossimi cinque anni ci aspettiamo una crescita media del fatturato del 3% e un progressivo miglioramento dei margini di profitto anche grazie a un attenta operazione di riduzione dei costi”, dice Damien Conover analista azionario di Morningstar (report aggiornato al 23 novembre 2020).

Di Francesco Lavecchia

Autore: Morningstar Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online