Divorzio veloce in Italia: un anno anziché tre

Il provvedimento che riduce la durata dalla separazione legale sarà a breve in Aula: l'approvazione sembra assicurata

Il “divorzio breve” potrebbe presto diventare legge. Il provvedimento che riduce la durata della separazione legale da tre anni a uno – due in presenza di figli minorenni - è stato finalmente inserito nel calendario dei lavori di Montecitorio. Verrà discusso alla Camera lunedì 21 maggio: se passerà permetterà di chiedere il divorzio dopo 12 mesi di separazione invece che dopo gli attuali 36.

Il testo arriva in Aula ben quattro anni dopo la sua presentazione: a depositarlo, il 6 maggio 2008, era stato il deputato del Popolo della Libertà Maurizio Paniz. Rimasto in un cassetto fino a febbraio 2012, negli ultimi mesi questo disegno di legge di due soli articoli è stato esaminato dalle commissioni Affari costituzionali e Giustizia. Qui è passato senza particolari problemi, incontrando un raro accordo bipartisan. Il prossimo 21 maggio l’approvazione di Montecitorio sembra dunque assicurata: qualche perplessità potrebbe arrivare da alcuni deputati Pdl contrari alla “facilitazione” del divorzio, ma l’ok generale della Camera non dovrebbe essere a rischio.

Se passerà, la proposta di Paniz rivoluzionerà il divorzio in Italia. Oggi per poterlo chiedere i coniugi devono affrontare una “separazione legale ininterrotta” di almeno tre anni, conteggiati a partire dal giorno in cui marito e moglie compaiono davanti al presidente del Tribunale. Con la nuova legge la separazione legale durerà solo un anno, due in presenza di figli minorenni. Una riduzione netta che rappresenta un grande cambiamento per un paese come l’Italia, uno dei pochi insieme a Malta e all’Irlanda del Nord a prevedere una fase di separazione obbligatoria. In altri Stati questo periodo non è previsto e in alcuni il divorzio è davvero lampo: in Olanda, per esempio, lo si può ottenere in 48 ore.

La nuova normativa è osteggiata da chi ritiene che i tempi lunghi del divorzio all’italiana – la media si aggira sui cinque anni - fungano da deterrente, disincentivando le coppie a separarsi. I dati, però, dimostrano come lungaggini legali e costi (un divorzio congiunto costa tra i mille e i duemila euro, quello non consensuale può arrivare a 10-15 mila) non abbiano convinto i connazionali a rimanere insieme. Anzi: i coniugi che si lasciano sono sempre di più. Nel 2009 le separazioni sono state 85.945, il 64% in più del 1995, e i divorzi 54.456, il 101% in più rispetto a 15 anni prima (dati Istat). L’argomento del divorzio-fiume come deterrente, quindi, sembra non reggere.

Quanto costa divorziare: l'inchiesta


Maurizio Paniz lo aveva spiegato già quattro anni fa, presentando il suo disegno di legge: “La realtà odierna ci dice che il termine di tre anni per lo scioglimento del matrimonio non serve in alcun modo come deterrente per la prosecuzione di esperienze di coppia ormai logorate: al contrario, funziona come intralcio per la formalizzazione delle scelte di vita maturate nel frattempo”.

Se verrà approvata, la nuova legge non avrà conseguenze solo sui tempi del divorzio. Ve ne saranno anche di economiche: i coniugi potranno attuare subito la separazione dei beni, non appena il giudice li autorizzerà a vivere sotto tetti diversi. Oggi invece devono aspettare che la sentenza di separazione personale passi in giudicato.