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Dl Cura Italia, Confindustria: no anticipo Cig, snellire procedure

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Roma, 26 mar. (askanews) - Confindustria sollecita un "intervento chiarificatore" del Governo sul decreto Cura Italia, evidenziando "criticità" in tema di moratoria dei licenziamenti e di ammortizzatori sociali, in particolare sulle procedure da seguire per attivare il ricorso all'integrazione salariale. Nella memoria depositata nella commissione bilancio del Senato, l'associazione degli imprenditori sottolinea che è "opportuno" semplificare le procedure amministrative, evitando il coinvolgimento dei sindacati "almeno per quanto concerne l'esame che può essere espletato in un momento successivo all'inizio della sospensione o riduzione dell'attività lavorativa". In sostanza, come avviene per le situazioni impreviste (terremoti e alluvioni).

L'aspetto "estremamente delicato" è, secondo viale dell'Astronomia, quello relativo alla mancanza di un'espressa previsione che consenta all'impresa di richiedere, al momento di presentazione della domanda, il pagamento diretto delle integrazioni salariali ai lavoratori da parte dell'Inps. "In un momento così delicato di fermo delle attività produttive - sostiene - l'impresa sarebbe sollevata dall'importante onere di liquidità dovuto all'anticipazione delle integrazioni salariali ai dipendenti. A nostro avviso, è fondamentale concedere all'impresa, su istanza, il pagamento diretto da riconoscersi automaticamente, senza alcuna necessità di produzione documentale attestante lo stato di difficoltà economica e finanziaria".

Per gli imprenditori "sarebbe opportuno prevedere, in linea generale, che la modalità del pagamento diretto è obbligatoria ogni qual volta si tratti di trattamenti di sostegno al reddito erogati in situazioni emergenziali e pertanto sottoposti a limiti di spesa, anche ai fini di un opportuno monitoraggio del raggiungimento del plafond. Inoltre, sarebbe necessario che, qualora la modalità dell'anticipazione a fine mese del trattamento di integrazione salariale da parte dell'impresa venisse confermata come principio di carattere generale, fosse possibile procedere al recupero immediato nei confronti dell'Inps delle prestazioni corrisposte ai lavoratori, sin dalla prima denuncia contributiva utile, attraverso il conguaglio con i contributi dovuti".

La possibilità di ricorso al sostegno al reddito auspicata dal Governo "sconta un'altra contraddizione" rispetto alla previsione del decreto, che riconosce il trattamento di integrazione salariale ai lavoratori che risultano alle dipendenze dei datori di lavoro richiedenti la prestazione alla data del 23 febbraio 2020. Rimarrebbero pertanto fuori dalla copertura delle disposizioni normative tutti i lavoratori assunti successivamente a questa data.

In tema di licenziamenti, Confindustria osserva inoltre che quella prevista dal decreto è una misura "molto drastica, che comprime in maniera notevole la libertà di impresa, e che può trovare un qualche giustificazione solo nella durata limitata". Un'eventuale proroga "non sarebbe più giustificata, anche in considerazione del fatto che i vari interventi straordinari sul sostegno al reddito hanno durata altrettanto limitata nonché finanziamenti limitati".