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Dl Cura Italia, Guerra: con voucher meno tutele e più illegalità

Red

Roma, 7 apr. (askanews) - "Non si capisce perché tutti chiedono i voucher in agricoltura, dal momento che in agricoltura è possibile assumere le persone a tempo determinato con contratti che possono avere la durata che si vuole, anche di un solo giorno, che possono essere saltuari, riguardare singole fasi lavorative. Insomma, se c'è già un campo in cui il lavoro piò essere impiegato con la massima flessibilità, questo è l'agricoltura". Lo scrive la sottosegretaria all'economia Maria Cecilia Guerra in un post su Facebook ricordando che nel 2019 il 90% dei lavoratori dell'agricoltura lavorava a tempo determinato, e quasi un 30% per meno di 50 giorni.

"Pagare con i voucher comporta analoghi adempimenti burocratici rispetto all'assunzione a tempo determinato, quindi neanche il cosiddetto alleggerimento della burocrazia può essere il problema - prosegue - E allora? Beh, i voucher hanno un primo grande vantaggio: danno meno protezioni ai lavoratori e quindi costano meno. E anche un altro vantaggio: possono facilmente permettere di fare lavorare in nero senza incorre in rischi, perché possono essere revocati entro tre giorni da quello programmato per l'esecuzione del lavoro, con una semplice comunicazione telematica. Quindi si può fare lavorare il lavoratore pagandolo meno di quanto il voucher richiede (ad esempio evitando di pagare la parte relativa ai contributi), poi, ex post se nessun ispettore è arrivato, entro tre giorni dalla prestazione, revocare il voucher ed essere … in regola!".

Secondo Guerra "Bisogna opporsi alla reintroduzione dei voucher. Non bisogna uscire da questa pandemia mettendo in discussione i diritti dei lavoratori. Anzi, la grave situazione in cui siamo venuti a trovarci dovrebbe averci insegnato il contrario: che i diritti dei lavoratori devono essere universali, indipendenti cioè dalla tipologia del contratto di lavoro. In una prospettiva di questo tipo non c'è posto per i voucher".

"Se i voucher non fossero stati in larga parte aboliti, per evitare il referendum promosso dalla Cgil, ci saremmo trovati nella pandemia con milioni di lavoratori, pagati a voucher, e quindi privi di ogni ammortizzatore sociale. Quegli ammortizzatori che invece ora, giustamente, stiamo cercando di estendere il più possibile. Questa grave situazione non ci insegna proprio niente?" conclude.