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Dl Cura Italia, rischio fallimento 400 aziende del... -2-

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Bologna, 31 mar. (askanews) - "Per ripartire bisogna avere chiare linee guida da seguire - ha spiegato Federico Ballandi, titolare di Kontatto, azienda di 60 dipendenti e un fatturato di 23 milioni -. Una soluzione potrebbe essere l'eliminazione dell'iva e dei contributi da versare allo Stato, mentre le aziende, a loro volta, potrebbero effettuare degli sconti sui capi. L'importante è far ripartire la filiera e snellire i costi che possono appesantire il sistema economico. Per il Made in Italy nel mondo, la moda è un valore aggiunto che l'Italia non può perdere".

In questa situazione, secondo Gianluca Santolini, titolare di Susy Mix con 50 dipendenti e 32 milioni di fatturato, è "necessario affidarsi, ora più che mai, agli strumenti che la tecnologia ci offre, l'e-commerce innanzi tutto, e pertanto chiediamo che lo Stato metta a disposizione finanziamenti agevolati e bonus fiscali per investimenti sul digitale. Questo permetterà alle imprese di recuperare in futuro il terreno che stanno perdendo oggi".

A chiedere finanziamenti per l'intera filiera produttiva è Marco Calzolari, titolare del Gruppo Kaos (50milioni di euro di fatturato e 91 dipendenti): "Produciamo beni che hanno una deperibilità pari a quella del settore food, perché sono stagionali, vivono del momento. Lo Stato dovrà sostenere il vero Made in Italy, perché ancora oggi l'artigianalità italiana ha un valore inestimabile, sul quale nessuno può competere. E lo Stato deve premiare le aziende italiane". (segue)