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Dl Fisco, Confindustria: giudizio critico, norme evasione... -2-

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Roma, 5 nov. (askanews) - Tra le altre maggiori criticità per le imprese, Confindustria segnala la nuova disciplina di responsabilità solidale del committente. Panucci sottolinea che "ha un ambito applicativo molto esteso, ricomprendendo tutti i casi di esecuzione di una opera o di un servizio, anche al di fuori di un contratto di appalto" e mette in evidenza anche "le gravi conseguenze sotto il profilo finanziario, poiché viene sottratta alle imprese ulteriore liquidità per il pagamento al committente delle ritenute". Il direttore generale degli industriali auspica quindi "che nel passaggio parlamentare si abroghino le disposizioni".

Vengono, inoltre, chiesti correttivi alla disciplina penale-tributaria e interventi in materia di responsabilità amministrativa degli enti. In particolare, riguardo le soglie di punibilità il decreto-legge procede a "una contrazione indistinta delle soglie penali per la dichiarazione infedele e per gli omessi versamenti di Iva e ritenute. La determinazione di tali soglie in importi fissi continua a penalizzare fortemente le imprese di medie e grandi dimensioni, per le quali è più facile, e in alcuni casi pressoché automatico, superare il livello quantitativo di rilevanza penale. Al contrario - sottolinea Panucci - sarebbe stato più opportuno introdurre criteri di rilevanza proporzionali alla dimensione di impresa".

Il tema degli omessi versamenti Iva e delle ritenute rimanda a "un'altra nota dolente", prosegue il Dg di Confindustria. "È arduo rintracciare il dolo specifico o l'intento frodatorio in tali condotte, perché il comportamento di chi non versa imposte o ritenute, dopo averle correttamente dichiarate, è più riconducibile a difficoltà finanziarie che non alla volontà di mettere in atto condotte criminali meditate a monte". Secondo Panucci "sarebbe stato più opportuno, anche in un'ottica di bilanciamento dell'intervento, depenalizzare queste fattispecie di reato".

Anche "la confisca allargata, nata per contrastare i fenomeni che postulano un'organizzazione criminale stabile e strutturata, specie di stampo mafioso - dice Panucci - mal si concilia con condotte illecite di natura tributaria, per le quali è difficile individuare nell'autore del singolo fatto (che, per la norma penale non è la società, ma la persona fisica) una "dedizione all'illecito". Ma soprattutto, aggiunge, "preoccupa l'effetto dirompente che avrebbe sulle imprese l'applicazione, in sede cautelare, del sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata, che allenterebbe il nesso tra l'oggetto dell'ablazione e il singolo reato, affievolendo l'onere probatorio gravante sull'accusa, articolato su un regime di presunzioni".