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Dl rilancio, Anpit: eurobond unica strada possibile per ripresa

Red

Roma, 15 mag. (askanews) - "Cinquantacinque miliardi in deficit sono tanti ma ad essere onesti non ci troviamo di fronte ad un "decreto rilancio", ci troviamo piuttosto di fronte ad un provvedimento che cerca di recuperare ritardi ed errori dei precedenti. Dobbiamo essere tutti coscienti che non ci consentir di recuperare nulla della ricchezza perduta in questo periodo di emergenza. Servir invece un intervento molto pi costoso di almeno 150 miliardi che racchiuda un grande piano di investimenti in infrastrutture strategiche e interventi mirati alla crescita strutturale dei redditi disponibili, a partire da importanti aumenti salariali nei settori scuola, sicurezza e sanit, risultati strategici in questo periodo. L'unica strada percorribile per una simile manovra l'emissione di un debito comune europeo, gli eurobond, che non gravi sui debiti sovrani dei singoli Stati evitando di esporli ad un sovra indebitamento insostenibile". Cos in una nota Federico Iadicicco, presidente di Anpit, Associazione nazionale per l'Industria e il Terziario.

"Sugli ammortizzatori sociali valutiamo positivamente l'eliminazione del doppio passaggio Regioni-Inps per la CIG, anche se non in un'ottica di semplificazione non si comprende la reintroduzione della procedura di consultazione sindacale n la complessit del calcolo delle settimane utilizzabili- aggiunge Iadicicco - In materia fiscale accogliamo positivamente la cancellazione del saldo e della rata IRAP, dell'IMU per il settore turismo e della TOSAP. Restano perplessit per i periodi di sospensione degli adempimenti e la relativa previsione di riattivare il pagamento da settembre, ribadiamo pertanto la proposta di congelare tutti gli adempimenti fiscali e contributivi fino al 31 dicembre e prevederne il rimborso rateizzato in dodici mensilit a partire da luglio 2021. Sul lato del sostegno alla domanda invece il decreto non fornisce le risposte attese. Nulla si fa per il commercio e per la ristorazione. Per il turismo il tax credit assolutamente insufficiente e mal calibrato: non si comprende il limite di reddito per un intervento che non ha finalit redistributive, l'importo massimo di 500 euro molto esiguo per attendersi effetti particolarmente positivi e a ci aggiungiamo che si scarica sulla liquidit potenziale delle aziende parte del bonus, attraverso il meccanismo dello sconto/credito d'imposta dell'80% del valore proprio quando occorrerebbe il contrario. Molto pi efficace sarebbe stata la nostra proposta del bonus di 5000 euro deducibili in 5 anni. Proposta che si poteva estendere a tutto il commercio al dettaglio. In ultimo ci preoccupano le conseguenze derivante dall'introduzione del Covid tra le malattie professionali, inaccettabile che un imprenditore che rispetta i protocolli e le misure di sicurezza abbia una responsabilit civile e penale se un dipendente si ammala".