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Dl sostegni, Sbarra: insufficiente, non risolleva Paese da macerie

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 19 mar. (askanews) - Il decreto sostegni all'esame oggi del consiglio dei ministri "è un provvedimento importante che mobilita quasi 32 miliardi di euro; necessario e urente per fronteggiare l'emergenza sanitaria, economica e sociale, anche se pensiamo che sia largamente insufficiente". E' questa l'opinione del leader della Cisl, Luigi Sbarra, che ha Tv2000 ha detto che "è illusorio pensare che solo con queste risorse riusciamo a risollevare il Paese dalle macerie della crisi".

Secondo Sbarra "serve ben altro, tant'è che il Governo sta pensando a un nuovo scostamento di bilancio per circa 20 miliardi. In ogni caso, la norma che si sta per approvare è sicuramente importante, perché dal lato del lavoro deve affrontare 3-4 grandi emergenze: deve dare continuità al finanziamento della cassa integrazione Covid, prorogare ancora in avanti, e noi diciamo per tutta l'emergenza sanitaria, il blocco dei licenziamenti e deve recuperare platee di lavoratori a tempo determinato, stagionali in somministrazione lasciati dai precedenti decreti senza protezioni sociali".

Il numero uno della Cisl ha poi criticato il Governo sul blocco dei licenziamenti, chiedendo di prorogarlo per tutti i settori e per l'intera durata dell'emergenza. "Ci sono delle bozze di decreto che prevedono che per i settore industria ed edilizia il blocco dei licenziamenti va avanti fino al 30 giugno - ha detto - invece per altri settori come commercio, turismo e artigianato procede fino a ottobre. Assolutamente non ci convince questa impostazione perché pensiamo che il blocco debba andare avanti in maniera generalizzata per la durata dell'emergenza sanitaria".

Sbarra ha sottolineato che "oggi non esistono comparti economici non toccati direttamente o indirettamente dal Covid. Vero, ci sono settori che soffrono di più come il turismo, la ristorazione, i servizi e il mondo dello spettacolo. Ma ci sono anche migliaia di aziende del manifatturiero che sono collegate con il sistema del commercio e dei servizi. Non ci possiamo permettere traumi occupazionali".

Una bocciatura dell'esecutivo è arrivata anche sulla rottamazione delle cartelle esattoriali. "E' un segnale, un messaggio sbagliato - ha aggiunto - perché arriva una sorta di indicazione di condono, una sanatoria mascherata. Questi temi vanno affrontati in un perimetro più largo di confronto, finalizzato a una vera riforma fiscale. Noi dobbiamo contrastare, combattere evasione ed elusione fiscale. Uno scippo che costa 100 miliardi di euro e più alle tasche degli italiani. Dobbiamo aprire complessivamente un tavolo di confronto per una riforma nel segno della progressività, della redistribuzione del prelievo per ridurre il peso delle tasse in primo luogo a lavoratori dipendenti e pensionati, che contribuiscono ogni anni per il 95% del gettito Irpef. Dunque, no a sanatorie indifferenziate che danno un segnale sbagliato agli italiani".

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