DL Sviluppo, tutte le novità sulle startup

Dei 38 articoli presenti nel "Decreto legge sull'innovazione per la crescita, l'agenda digitale e le startup", approvato ieri pomeriggio dal Consiglio dei Ministri, la parte riguardante le startup è sicuramente una delle più interessanti, dopo l'Agenda Digitale.

Con questo decreto, la definizione di "azienda innovativa" entra a far parte dell'ordinamento italiano; vengono delineati tutti gli aspetti fondamentali di una startup, dalla sua nascita fino alla sua chiusura, "ponendo l'Italia - come si legge nel testo - all’avanguardia nel confronto con gli ordinamenti dei principali partner europei".
Una serie di norme che rispettano le raccomandazioni dell'Unione Europea e che vedono per la prima volta nelle startup "una leva di crescita e di creazione di occupazione per l’Italia".
Per questo motivo, il Governo si impegna nei confronti dell'imprenditoria innovativa riservandole un fondo di circa 200 milioni di euro - disponibili nell'immediato tra i fondi stanziati dal decreto sotto forma di incentivi e fondi per investimento messi a disposizione dalla Fondo Italiano Investimenti della Cassa Depositi e Prestiti - a cui si aggiungeranno 110 milioni di euro ogni anno.

I requisiti per poter accedere a questo contributo sono però ben precisi. Innanzitutto, la norma prevede che la maggioranza delle azioni delle startup appartenga a persone fisiche, che queste siano operative da non piu' di 48 mesi e che abbiano una produzione annua non superiore a 5 milioni di euro senza mai aver distribuito utili.
Oggetto sociale esclusivo dovrà essere lo sviluppo e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico; le imprese inoltre dovranno investire più del 30% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione in ricerca o, in alternativa, assumere come forza complessiva personale con dottorato di ricerca.

Rispettati i seguenti requisiti, lo Stato garantisce loro una serie di facilitazioni, come l'esenzione dall'imposta di registro e di bollo e la facoltà di posticipare di un esercizio il termine entro il quale - in base al diritto societario - bisogna ricostituire il capitale qualora le perdite raggiungano un terzo del capitale sociale.
Agevolazioni anche dal punto di vista fiscale e occupazionale: detrazioni del 19% dall'Irpef per tutte le persone fisiche che nei prossimi tre anni investiranno capitali in una startup e assunzioni con contratto a termine fino a 36 mesi, con un possibile rinnovo a 48 mesi.
Viene poi introdotto il crowdfunding (raccolta di capitale diffuso) come nuova modalità per la per la raccolta di capitale di rischio, attraverso portali on-line la cui vigilanza verrà affidata alla Consob.
Un altro punto importante riguarda la tracciabilità nei pagamenti: il decreto prevede infatti - a partire dal 2014 - l'obbiligo per commercianti e professionisti di accettare pagamenti con bancomat, anche se ancora non è stata fissata la soglia minima di pagamento, punto che verrà affrontato in un "successivo decreto ministeriale''.

"Il Dl - afferma il ministro per lo Sviluppo Economico Corrado Passera in conferenza stampa - coglie le maggiori preoccupazioni di chi vuole investire'', garantendo alle imprese di avere ''la possibilità di fare contratti molto flessibili, di pagare anche tramite azioni, di raccogliere capitali tramite portali online'' usufruendo anche di misure di defiscalizzazione". "Pensiamo - conclude il ministro - che possano essere decine di miliardi i progetti che questo meccanismo può attivare''.