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Dollaro oggetto del prossimo short squeeze? Perché è impossibile

Virgilio Chelli
·1 minuto per la lettura
Dollaro oggetto del prossimo short squeeze? Perché è impossibile
Dollaro oggetto del prossimo short squeeze? Perché è impossibile

Le posizioni ribassiste sul dollaro sono in crescita e alcuni siti americani hanno azzardato l’ipotesi che il biglietto verde possa diventare un nuovo caso GameStop

È stata appena archiviata la storia dello ‘short squeeze’ su GameStop, che ha tenuto banco sui media ma senza impatti veri sul mercato, e già su qualche sito finanziario americano fa capolino un altro short squeeze, questa volta nientemeno che sul dollaro americano.

POSIZIONI RIBASSISTE SUL DOLLARO

Da quando Joe Biden si è aggiudicato la Casa Bianca ormai 3 mesi fa si sono moltiplicate analisi e previsioni di decadimento del dollaro, provocata dalla massiccia spesa in debito americana per sostenere i trilioni in arrivo dello stimolo, con la Fed pronta a contrastare qualsiasi tensione sui tassi, e anche da una certa presunta stanchezza di Wall Street e da dati macro più deboli. Per qualche settimana il biglietto verde ha effettivamente puntato a Sud, soprattutto nei confronti dell’euro, ma poi è risalito verso 1,20. Questo ha spinto i trader del Forex a posizionarsi al ribasso, con posizioni short sul mercato dei futures che Reuters stima in 34 miliardi, ai massimi da un decennio.

IL DOLLARO NON È UN PENNY STOCK

La combinazione di un’ottima tenuta di Wall Street, di dati robusti sull’economia e di rendimenti sui T-bond a 10 e 30 anni che non ne vogliono sapere di abbassare la testa, ha preso i ribassisti in contropiede, e se decidessero di gettare la spugna e coprirsi darebbero una spinta ulteriore al dollaro. Basta per parlare di short squeeze? Non scherziamo, il forex è il mercato più grande del mondo, ogni giorno passano di mano 6.600 mld e la divisa di gran lunga più scambiata è il dollaro, che non è un penny stock.