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## Domanda Prosek in Gu Europea, l’Italia pronta a dare battaglia

·5 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 22 set. (askanews) - A partire da oggi, data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale Europea della domanda di protezione della menzione tradizionale "Prosek", presentata dalla Croazia, l'Italia avrà due mesi di tempo per presentare opposizione formale e motivata a Bruxelles. Si profila quindi un confronto serrato tra Italia e Croazia, come ribadito oggi dal ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli nella informativa urgente in Senato sulla tutela della denominazione di origine controllata del Prosecco. Ma la battaglia, spiegano le associazioni di categoria, non è solo italiana, perchè una eventuale approvazione della menzione creerebbe un pericoloso precedente che potrebbe mettere a rischio l'intero sistema delle Do Europee. "Faremo opposizione formale nei confronti della domanda croata. E lo faremo in modo adeguato e compatto, sia con l'ausilio delle strutture tecniche del Ministero sia con la pressione, l'azione e l'interlocuzione politica che eserciteremo nei confronti di Bruxelles", ha ribadito il ministro Patuanelli in Senato.

Patuanelli ha spiegato: "ci sono molti argomenti a sostegno delle nostre ragioni, che mi fanno ben sperare sul lieto fine della vicenda". In particolare, il ministro ha ricordato che, oltre al fatto che un riconoscimento per il Prosek di fatto sarebbe una "istituzionalizzazione dell'italian sounding", "un eventuale riconoscimento della Menzione Tradizionale Prosek si pone in contrasto con l'articolo 33, paragrafo 2, del Regolamento UE n. 33/2019, che ammette la coesistenza tra Menzioni Tradizionali, DOP e IGP soltanto per le Menzioni Tradizionali protette anteriormente al primo agosto 2009". Infatti, già dai negoziati per l'adesione all'Unione europea da parte della Croazia fu avanzata dalla Croazia una richiesta in tal senso e, su opposizione dell'Italia, questa richiesta venne respinta: infatti, la Menzione Tradizionale Prosek non venne iscritta nel registro della Commissione UE.

Patuanelli ha anche ribadito nuovamente come il termine Prosek, per la sua affinità fonetica e visiva, "evochi nella mente del consumatore medio europeo proprio il Prosecco italiano. Pertanto - ha aggiunto - ritengo che non ci siano le condizioni giuridiche affinché esso possa essere registrato; se ciò avvenisse, infatti, verrebbe palesemente smentito un autorevole principio giuridico affermato dalla Corte di Giustizia europea e recentissimamente ribadito".

Vista la pubblicazione in Gazzetta ufficiale europea, saranno quindi accelerati i lavori del tavolo tecnico sul caso Prosek istituito presso il Mipaaf, come annunciato dal sottosegretario alle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio, che ha sottolineato che "bisogna fare presto, tanto più che proprio oggi è stata pubblicata la domanda di registrazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'Ue".

Positiva la reazioni delle associazioni di categoria alle rassicurazioni del ministro Patuanelli, con la consapevolezza che questa non deve essere vista come una battaglia solo italian ma di tutte le grandi Dop e Igp europee. Unione italiana vini (Uiv) si dice convinte che "gli obiettivi italiani siano gli stessi dei grandi Paesi produttori europei, perché in gioco c'è la credibilità del modello europeo di tutela dei prodotti agroalimentari". Per questo Uiv farà squadra con Francia, Spagna, Portogallo e Germania affinchè presentino anch'esse mozioni contrarie all'indicazione della Commissione. Il Comitato dello Champagne ha già annunciato opposizione alla vicenda Prosek.

Federvini chiede che venga dato "immediato avvio a un coordinamento tra i rappresentanti della filiera coinvolta e il Governo per opporsi alla domanda": la presidente Micaela Pallini sottolinea come il riconoscimento della menzione Prosek sarebbe "fortemente fuorviante per i consumatori internazionali e penalizzante per l'export dei produttori italiani".

La vicenda "Prosek" crea un pericoloso precedente in Europa, andando completamente contro la filosofia delle denominazioni europee e rischiando di danneggiare fortemente i produttori italiani di Prosecco. Per questo apprezziamo e siamo al fianco del ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, che oggi nell'informativa al Senato ha confermato un'azione politica forte e compatta nei confronti di Bruxelles a difesa del vino tricolore.

Il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, spiega che l'intera vicenda Prosek "crea un pericoloso precedente in Europa, andando completamente contro la filosofia delle denominazioni europee". "Pur essendo prodotti differenti, il nome del vino croato è troppo simile a quello del nostro spumante - sottolinea il Coordinamento - Può trarre facilmente in inganno i consumatori di tutto il mondo e nuocere seriamente al Prosecco Made in Italy".

Anche la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, presieduta da Massimiliano Fedriga, in un documento approvato oggi ha sottolineato che la richiesta della Croazia, se approvata, rappresenterebbe un pericolo "non solo per le tre denominazioni riguardanti il Prosecco, ma anche per gli effetti su tutto l'impianto regolatorio della protezione delle indicazioni geografiche". Per questo motivo la Conferenza delle Regioni ha chiesto a Patuanelli "che siano attivate tutte le iniziative possibili per una decisa opposizione alla richiesta della Repubblica di Croazia" e si è resa disponibile "a supportare le conseguenti azioni che il Governo intenderà promuovere".

Per il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, "occorre fermare un precedente pericoloso che rischia anche di indebolire la stessa Ue nei rapporti internazionali e sui negoziati per gli accordi di scambio dove occorre tutelare le denominazione dai falsi"

Oggi sono oltre 620 milioni le bottiglie prodotte dalle tre Do del Prosecco: Prosecco DOC, Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG e Asolo Prosecco DOCG. La produzione di Prosecco abbraccia due regioni (Veneto e Friuli Venezia Giulia), nove province e tre denominazioni d'origine (Prosecco Doc, Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Docg e Asolo Prosecco Docg). Dei 620 milioni di bottiglie prodotte, 370 milioni sono esportate. Complessivamente il mercato dello sparkling tricolore più famoso nel mondo vale 2 miliardi di euro di fatturato annuo di cui un miliardo all'estero (2020), l'equivalente del 16% sul totale export italiano.

Il Prosek croato, invece, è un vino dolce ottenuto da uve appassite, e dunque un vino da dessert, tradizionalmente proveniente dalla zona meridionale della Dalmazia.

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