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Domani piano Ue per ridurre consumi gas se Russia taglia flussi

Image from askanews web site
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Bruxelles, 19 lug. (askanews) - La Commissione europea presenterà domani a Bruxelles il suo atteso piano d'emergenza per preparare l'Ue a una eventuale interruzione totale delle forniture di gas dalla Russia. Il Piano, chiamato "Risparmiare gas per un inverno sicuro", sarà presentato dopo la riunione del collegio dei commissari che si svolge in mattinata, in una conferenza stampa nel primo pomeriggio a cui parteciperanno la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, il vicepresidente esecutivo responsabile del Green Deal, Frans Timmermans, il commissario all'Industria e Mercato unico Thierry Breton e la commissaria all'Energia Cadri Simson.

La bozza del Piano, che potrebbe essere modificata domani dai commissari prima della proposta formale, prevede la possibilità che la Commissione dichiari lo stato di emergenza nell'Ue, se c'è un rischio significativo di carenza delle forniture di gas, per esempio nel caso, non improbabile, di una interruzione totale dei flussi dalla Russia. Lo stato d'emergenza Ue, secondo l'ultima bozza, potrebbe scattare anche se almeno due Stati membri dichiarassero lo stato d'emergenza nazionale. Ma questo elemento è potenzialmente controverso e potrebbe subire modifiche.

Una volta attivata l'emergenza, tutti gli Stati membri dovranno ridurre il proprio consumo di gas di una percentuale, non ancora definita, ma uguale per tutti e obbligatoria, che sarà calcolata in ogni paese in rapporto alla media ponderata dei consumi degli ultimi cinque anni. La riduzione dovrà essere conseguita entro il mese di marzo del 2023.

Il Piano sarà attuato attraverso un regolamento del Consiglio Ue, da adottare a maggioranza qualificata dei Ventisette, e senza la partecipazione in co-decisione del Parlamento europeo. Questo rende l'iter di approvazione potenzialmente molto rapido. Ci saranno almeno due riunioni del Coreper (il comitato degli ambasciatori permanenti degli Stati membri presso l'Ue) per preparare la riunione straordinaria del Consiglio dei ministri dell'Energia di martedì 26 luglio, convocato apposta per cercare di conseguire l'approvazione finale.

Il primo Coreper, domani pomeriggio prenderà nota della proposta della Commissione con riserva di esame da parte dei governi nazionali; la seconda riunione del Coreper, venerdì, dovrebbe raccogliere le posizioni degli Stati membri e cercare di trovare un accordo, che possa essere poi ratificato dai ministri il 26 luglio. E potrebbe essere necessaria, per dirimere possibili disaccordi, ancora una terza riunione del Coreper prima di martedì.

Un elemento di flessibilità nel Piano sarà dato dal fatto che gli Stati membri saranno liberi di scegliere dove e come effettuare il taglio dei consumi, distribuendo l'onere della riduzione in modo differenziato a seconda dei settori. L'onere potrà dunque essere più leggero per i settori tutelati (famiglie o strutture sanitarie) e per Pmi e industrie ad alto consumo energetico (come vetro, ceramica, carta), e più pesante per quelli che hanno un rapporto più favorevole fra valore della produzione finale e consumo di energia.

Ma gli Stati membri potrebbero chiedere ancora più flessibilità, negli obiettivi, nei tempi di realizzazione o nei settori coinvolti. L'Italia, a quanto si apprende a Bruxelles, cercherà soprattutto di far valere il fatto che il Paese ha già effettuato forti risparmi dei consumi e rafforzato molto l'efficienza energetica in passato. Se non si tiene conto di questa circostanza, la riduzione uguale per tutti e calcolata solo sulla base del consumo medio degli ultimi cinque anni potrebbe rivelarsi più costosa e penalizzante rispetto ai paesi rimasti più indietro, che non hanno ancora raggiunto lo stesso livello di efficienza energetica.

L'attivazione dello stato di emergenza comporterà anche un invito alla solidarietà da parte degli Stati membri, in modo che quelli con maggiore disponibilità di gas aiutino i vicini in condizioni peggiori. Ma, a quanto è dato capire, mentre l'obiettivo di riduzione del consumo di gas sarà vincolante, la solidarietà, prevista già dalle norme Ue attuali, resterà in gran parte facoltativa.

Infine, sembra sia stata eliminato dalla bozza il riferimento preciso, uguale per tutti, alle temperature dei termostati da modificare obbligatoriamente, con una riduzione del 19% per gli impianti di riscaldamento, e del 25% per quelli di raffreddamento.

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