Domani a Piazza Affari: elevato il rischio di nuove vendite

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IGV.MI0,670,00
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Furia francese e ritirata spagnola quest’oggi per le Borse europee che dopo un avvio in positivo non sono riuscite a confermare le loro buone intenzioni. I listini hanno azzerato il vantaggio nel pomeriggio, scivolando in territorio negativo e a salvarsi dal segno meno è stato solo il Dax30 che si è fermato sulla parità, mentre il Ftse100 e il Cac40 (Parigi: ^FCHI - notizie) sono scesi rispettivamente dello 0,56% e dello 0,92%. Le vendite hanno avuto la meglio anche a Piazza Affari dove il Ftse Mib (Milano: FTSEMIB.MI - notizie) è stato fotografato in close a 16.498 punti, in ribasso dello 0,72%, dopo aver toccato un massimo a 16.793 e un minimo a 16.494 punti. L’indice ha cercato di portare avanti il recupero avviati dai minimi in area 16.000 toccati venerdì scorso, ma si è scontrato con l’ostacolo dei 16.800, per poi scendere sui 16.500 in chiusura di sessione. Il movimento odierno sembra avvalorare l’ipotesi avanzata ieri che il rimbalzo dai minimi di venerdì scorso possa rappresentare solo una correzione della precedente discesa partita dai 17.150 punti. Ciò di fatto lascia la porta aperta a nuove vendite nel breve e segnali in questa direzione arriveranno con il mancato ritorno al di sopra dei 16.500 punti, accompagnato da discese sotto i 16.400. L’abbandono di questa soglia di prezzo con buona probabilità spingerà i corsi in direzione dei 16.100/16.000 punti, dove in prima battuta è attesa una ripresa degli acquisti. Qualora ciò non dovesse accadere bisognerà mettere in conto nuove vendite, con primo obiettivo a 15.800/15.700 e target successivo a 15.500. Con la riconquista di area 16.500 il Ftse Mib potrà tentare di dare vita ad un nuovo attacco all’area dei 16.800. Sarà solo con il superamento di questa che l’indice potrà allungare il passo in direzione dei 17.000 punti prima e dei 17.150 in seguito. Con la violazione anche di quest’ultima soglia di prezzo la tendenza rialzista di breve troverà ulteriore espressione, con approdi sui 17.500 e allunghi fin verso i 18.000 punti nella migliore delle ipotesi.

, Per le novità attese domani sul fronte macro Usa segnaliamo gli ordini di beni durevoli che a febbraio dovrebbero salire del 2,9%, in netto recupero rispetto al calo del 4% della rilevazione precedente. Al netto della componente trasporti si prevede un rialzo dell‘1,5%, in confronto alla flessione del 3,2% precedente. Nel pomeriggio sarà diffuso il consueto report settimanale sulle scorte strategiche di petrolio da parte del Dipartimento dell’energia statunitense. Per domani si segnala inoltre un discorso di James Bullard, presidente della Fed di St.Louis.

In Europa domani l’attenzione sarà catalizzata dalla Germania dove sarà diffuso il dato preliminare relativo all’inflazione di marzo che dovrebbe salire dello 0,3% dallo 0,7% di febbraio.

A Piazza Affari domani sarà seguire Banca Monte Paschi che presenterà i risultati dell’esercizio 2011 e allo stesso appuntamento saranno chiamate alcune società a piccola e media capitlizzazione. Si tratta di: Best Union Company (Xetra: A0ND7D - notizie) , Ciccolella Cogeme Set, Intek (Milano: ITK.MI - notizie) , Investimenti & Sviluppo, Italmobiliare (Francoforte: 864875 - notizie) e KME Group (Milano: KME.MI - notizie) . Da seguire anche i titoli del settore petrolifero in vista del report sulle scorte Usa, ricordando che in mattinata l’attenzione sarà rivolta anche all’asta dei BOT semestrali che saranno offerti per un ammontare di 8,5 miliardi di euro.

Sempre domani si riunisce l’assemblea di I Grandi Viaggi (Milano: IGV.MI - notizie) per l’approvazione dei dati di bilancio dell’ultimo esercizio.

Tra le blue chips da seguire Banca Popolare di Milano (Milano: PMI.MI - notizie) che ha chiuso il 2011 con una perdita netta pari a 614 milioni di euro, mentre i proventi operativi normalizzati sono scesi del 5% a 1,39 miliardi di euro. Sotto i riflettori anche Finmeccanica (EUREX: FMNG.EX - notizie) che ha archiviato lo scorso anno con una perdita netta di 2,306 miliardi di euro, a fronte di ricavi in calo del 7% a 17,318 miliardi.

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