Domani a Piazza Affari: l’indice ora è in serio pericolo

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Per la terza seduta consecutiva le Borse europee hanno perso terreno e quest’oggi l’intervento dei ribassisti è stato ancora più duro di quello della vigilia. Gli indici hanno cercato di mantenersi a galla nelle battute iniziali, ma in seguito sono stati colpiti da un’ondata di vendite che li ha costretti a chiudere gli scambi a poca distanza dai minimi intraday. Il Ftse100 si è difeso un po’ meglio con un calo contenuto all‘1,15%, mentre il Cac40 (Parigi: ^FCHI - notizie) e il Dax30 sono scesi rispettivamente dell‘1,43% e dell‘1,77%. Ad indossare la maglia nera è stata Piazza Affari che oggi ha vissuto una seduta ad altissima tensione, registrando una delle peggiori performance degli ultimi mesi. Il Ftse Mib dopo aver fallito il tentativo di riconquista di area 16.500, è sceso a violare la parte bassa del canale laterale in area 16.200, rompendo anche il supporto successivo dei 16.000, per poi chiudere gli scambi a 16.908 punti, in caduta del 3,3%, dopo aver toccato un massimo a 16.478 e un minimo a 15.897 punti. Il movimento odierno ha contribuito ad un evidente deterioramento del quadro tecnico, confermato non solo dalla fuoriuscita dalla parte bassa del canale laterale, ma anche dalla perdita di area 16.000. Quest’ultimo livello potrebbe essere anche riconquistato nell’immediato, vista la relativa vicinanza dello stesso, ma per poter sperare in un recupero più convincente sarà necessario che i corsi si riportino quantomeno sopra i 16.200/16.250. Oltre questa soglia di prezzo si potrebbe avere un allungo in direzione dei 16.500, il superamento dei quali contribuirà ad allentare le tensioni ribassiste. L’obiettivo successivo sarebbe quello dei 16.700/16.800, prima di poter pensare ad un ritorno sui recenti massimi di periodo in area 17.000/17.150, il raggiungimento dei quali però appare molto impobabile almeno nell’immediato.

, Segnali di continuazione della correzione si avranno con la mancata riconquista dei 16.200 e ancor prima dei 16.000 punti. In tal caso la discesa proseguirà in direzione dei 15.750, rotti i quali bisognerà spostare l’attenzione sui 15.500, la cui tenuta è essenziale per evitare il rischio di approfondimenti ribassisti fin verso i 15.000 punti nella peggiore delle ipotesi. Particolarmente ricca di eventi sul fronte macro Usa sarà l’ultima seduta della settimana, visto che domani si conosceranno i redditi personali che a febbraio dovrebbero salire dello 0,4% dallo 0,3% precedente. Le spese al consumo sono attese in progresso dello 0,5% dallo 0,2% di gennaio, mentre l‘indice PCE core è visto in salita dello 0,1% dallo 0,2% del primo mese dell’anno.

Sempre domani sarà diffuso l’indice Chicago PMI che a marzo dovrebbe calare da 64 a 63 punti, mentre per il dato definitivo della fiducia Michigan si prevede una lettura a 75 punti dai 74,3 dell’indicazione preliminare e rispetto ai 75,3 di febbraio. In agenda è previsto un nuovo intervento di Dennis Lockart, presidente della Fed di Atlanta (BSE: ATLANTA.BO - notizie) .

In Europa si segnala il dato preliminare sull’inflazione che a marzo dovrebbe mostrare un rialzo del 2,5% su base annua, in frenata rispetto al 2,7% di febbraio In Germania si conosceranno le vendite al dettaglio che a febbraio dovrebbero salire dell‘1,2%, rispetto al calo dell‘1,6% precedente.

A Piazza Affari ad alzare il velo sui conti del 2011 sarà Buzzi Unicem (MDD: BZU.MDD - notizie) tra le blue chips, insieme ad alcune società a piccola e media capitalizzazione: Ceramiche Ricchetti (Milano: RIC.MI - notizie) , Falck Renewables, Kerself (Milano: KRS.MI - notizie) , Premafin, Retelit (Stoccarda: A0Q2GM - notizie) e Tiscali (Berlino: TIQ1.BE - notizie) .

Da seguire anche i titoli del settore petrolifero dopo che i prezzi dell’oro nero stanno registrando una brusca flessione in direzione dei 102,5 dollari al barile Da monitorare infine anche i protagonisti del comparto bancario per vedere se saranno capaci di recuperare terreno dopo l’affondo odierno o se piuttosto andranno incontro a nuove vendite.

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