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Domeniche chiuse, come funziona in Europa

MTT
Il Ministro Luigi Di Maio lo ha annunciato: “Entro fine anno i negozi chiuderanno la domenica e durante le festività”. (Credits – Getty Images)
Il Ministro Luigi Di Maio lo ha annunciato: “Entro fine anno i negozi chiuderanno la domenica e durante le festività”. (Credits – Getty Images)

Il Ministro Luigi Di Maio lo ha annunciato: “Entro fine anno i negozi chiuderanno la domenica e durante le festività”. Addio centri commerciali e supermercati aperti 7 giorni su 7, addio alle liberalizzazioni che hanno permesso ai commercianti di gestire autonomamente aperture e chiusure dei propri negozi. Una proposta che sta spaccando l’opinione pubblica, tra chi plaude alla decisione del Ministro del Lavoro, come la Chiesa, e chi invece vede in questa decisione da un lato un ritorno al passato, dall’altro un assist ai negozi online, come Amazon, che ovviamente sono a disposizione dei consumatori 7 giorni su 7, 24 ore su 24.

Ma Luigi Di Maio va avanti per la sua strada e afferma, tra le altre cose, che solo in Italia i centri commerciali lavorano 365 giorni all’anno. E’ vero, o no? Come funzionano gli orari degli esercizi nel resto d’Europa? Guardiamolo. Iniziamo dal Regno Unito. Qui la liberalizzazione degli orari è figlia della politica della Thatcher negli anni ’80 e oggi negozi e centri commerciali sono aperti sette giorni su sette, spesso anche h24. Ma in Inghilterra c’è una cultura dell’offerta per i consumatori, così anche musei e biblioteche spesso sono aperte tutti i giorni e anche di notte.

In Francia, invece, la liberalizzazione è stata un tabù a lungo e solo con il governo Hollande, con proprio Macron ministro, si è ampliata la possibilità per gli esercizi commerciali di restare aperti anche la domenica. In particolare sono state identificate alcune aree definite “turistiche” dove i negozi possono restare aperti sempre, così come alcune aree “commerciali” nelle periferie dove i centri commerciali sono liberi di attuare gli orari che preferiscono.

Anche in Spagna la liberalizzazione degli orari ha storia recente, più precisamente dal 2012, e anche qui si strizza l’occhio in particolare al turismo. In Spagna, dunque, ora i negozi sono stati autorizzati a restare aperti 90 ore alla settimana ed è stato loro richiesto di lavorare almeno 10 giorni festivi l’anno. Gli esercizi commerciali al di sotto dei 300 metri quadri (prima erano 150) sono liberi di gestire orari e festività. Nessun limite anche nelle 14 “zone di grande affluenza turistica” istituite nel Paese. Il tutto, però, con la discrezionalità delle varie regioni. Così a Madrid i negozi sono aperti la domenica, mentre in Catalogna no, se si esclude Barcellona dove vi sono 15 domeniche l’anno dove i negozi possono restare aperti.

Più severa, infine, la legge in Germania, dove di norma gli esercizi commerciali devono restare chiusi la domenica, nei festivi e dalle 20 alle 6 di mattina. Ovviamente ci sono le eccezioni. Sono esclusi dalla regola gli esercizi nelle stazioni, negli aeroporti, in luoghi turistici o di cura, per le edicole e per i chioschi notturni. Inoltre, ogni Land può permettere un certo numero di aperture straordinarie durante l’anno.