Donazione di sangue: la normativa su permessi e contributi

Donare il sangue non prevede ricadute negative in busta paga

Donare il sangue è un gesto generoso e di civiltà ma è anche tutelato dalla legge in ottica lavorativa, proprio come prevedono le leggi n. 584 del 13 luglio 1967 e la 107 del 4 maggio 1990. Al lavoratore dipendente che dona gratuitamente sangue infatti è concessa una giornata di riposo che però non intacca il suo diritto alla normale retribuzione.

Sarà lo stesso datore di lavoro a porre la medesima a conguaglio con i contributi dovuti all’Inps. A godere del diritto infatti sono i lavoratori dipendenti assicurati Inps con qualsiasi qualifica, senza discrimine di settore, mentre non spetta a coloro che svolgono un attività autonoma e a coloro che versano nella gestione separata. Certo, qualche parametro c’è al fine di godere della giornata di riposo senza perdere il proprio compenso: la donazione deve raggiungere il limite quantitativo minimo di 250 grammi e il prelievo va effettuato presso centri autorizzati dal Ministero della Salute.

Il computo della retribuzione viene computato in 24 ore a partire dal momento in cui il lavoratore si assenta per l’operazione di prelievo: quindi, la retribuzione corrisponde alle ore non lavorate comprese nella giornata di riposo. Chi si assenta di sabato e gode di settimana corta, non ha diritto a retribuzione; chi invece si assenta in giornata prima del termine dell'orario ha sì diritto alla retribuzione ma inferiore. La richiesta di rimborso sarà presentata dal datore di lavoro o, nel caso di apprendisti, dall’artigiano che concede il lavoro. E, con la domanda, saranno anche allegati la dichiarazione del donatore e il certificato medico. Il tutto entro la fine del mese successivo a quello della donazioni, con apposita modulistica.

La documentazione conterrà ovviamente il certificato del medico che effettua il prelievo, che a sua volta attesta il quantitativo di sangue donato, i dati anagrafici, la gratuità e gli estremi di giorno e ora, oltre che gli estremi dell’autorizzazione del Ministero della Salute, una dichiarazione dello stesso volontario al fine di attestare la gratuità della donazione, e l’elenco dei dipendenti che nel mese hanno donato il sangue.

Ricordiamo appunto che è il datore di lavoro a chiedere il rimborso, non colui che dona. Posto quindi che spetta a tutti coloro che rientrano nei parametri detti, la retribuzione sarà determinata, per i lavorativi retribuiti non in misura fissa con “la normale retribuzione globale giornaliera che sarà determinata ragguagliandola a quella corrispondente ad 1/6 dell'orario settimanale contrattuale (1/5 in caso di settimana corta circ. 134374/81) o, in mancanza, a quello di legge”; per i lavoratori retribuiti a cottimo, a provvigione o con un compenso mobile, calcolando “il valore delle quote mobili sulla media oraria delle ultime quattro settimane”; per i lavoratori retribuiti in misura fissa, dividendo “la retribuzione rispettivamente per 26, 24, 13, 12 e 6”, a secondo che la misura fissa sia mensile piuttosto che quadrisettimanale, quindicinale, bisettimanale, settimanale.

Infine, ai lavoratori per cui, ai fini assicurativi, spettano salari medi e convenzionali, spetta la retribuzione effettiva. Inoltre, poiché la retribuzione per la giornata di riposo è a carico dell’istituto nazionale per la previdenza, la stessa non è assoggettata alla contribuzione previdenziale e assistenziale. Il contrario avviene solo nel caso in cui il datore di lavoro non si avvale della facoltà di chiedere il rimborso. La retribuzione forma reddito di lavoro dipendente e quindi è soggetta a trattamento Irpef. La giornata di lavoro indennizzata dà diritto alle detrazioni di imposta. Mentre colui che dona ha diritto all’accredito figurativo dei contributi previdenziali.

Infine le modalità di pagamento: a conguaglio, per i datori di lavoro tenuti alla denuncia contributiva, o per gli operai agricoli a tempo indeterminato.  Oppure a pagamento diretto, alla fine della corresponsione del rimborso, per i datori di lavoro non tenuti alla compilazione della denuncia contributiva e gli artigiani che occupano solo apprendisti.