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Dopo la pandemia il mercato italiano torna a sovraperformare

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Dopo la pandemia il mercato italiano torna a sovraperformare
Dopo la pandemia il mercato italiano torna a sovraperformare

Nella rubrica "Italian Times", Massimo Trabattoni, Head of Italian Equity di Kairos, analizza l'attuale contesto economico dell’Italia

La diminuzione progressiva dei casi di Covid-19 ha creato un contesto macroeconomico favorevole in tutti i paesi sviluppati grazie all'allentamento delle misure restrittive e permettendo, dunque, nel mese di giugno, al Ftse Mib di oltrepassare i 25.000 punti.

RIPRESA NEL TERZO TRIMESTRE

Secondo Massimo Trabattoni, Head of Italian Equity di Kairos, "il balzo di domanda a livello globale dovuto alla forte ripresa di investimenti e consumi, sta causando qualche problema per quanto riguarda la supply chain, soprattutto per i semi conduttori e le componenti elettroniche ormai onnipresenti, che scarseggiano e causano quindi ritardi nelle tabelle di produzione delle società, e i prezzi delle materie prime che sono aumentati significativamente portando a un incremento dell’inflazione di qualche punto percentuale (dati più alti in America che in Europa) rispetto all’anno passato, un periodo caratterizzato da lockdown pesanti in molte parti del mondo e quindi poco atto alla comparazione".

USA E EUROPA

Rispetto all'Italia gli Stati Uniti hanno registrato una ripresa anticipata nel secondo trimestre del 2021, grazie anche alla velocità della campagna di immunizzazione da Covid-19. In Italia e in Europa però le attese sono tutte orientate per luglio, agosto e settembre. "Ancora una volta - continua Trabattoni - ciò che scalda gli animi degli investitori in favore delle società del nostro Paese è il PNRR recentemente approvato dalla Commissione Europea. Nelle mani dell’attuale governo, che a detta di molti imprenditori e manager con cui ci confrontiamo direttamente, parla una lingua molto più vicina a quella dell’impresa rispetto ai governi precedenti, i sussidi europei si stanno rivelando un volano per creare una crescita strutturale".

TIMORI INFLAZIONISTICI

Ad intimorire gli investitori, che spesso procedono sull'azionario con molta cautela, c'è l'inflazione: "Il tema dell’inflazione - spiega Trabattoni - è certamente in questo periodo la principale preoccupazione degli investitori che si chiedono come reagiranno le Banche Centrali e soprattutto se questo fenomeno sia dovuto a una temporanea asincronia di domanda e offerta dovuta alla rapidissima, ma non uniforme, ripresa post pandemia o se invece le nuove politiche fiscali espansive porteranno a un periodo di inflazione più sostenuta rispetto all’ultimo decennio"

MID E SMALL CAP

Sicuramente, grazie agli aiuti europei e agli stimoli della Bce, c'è un'aria di rinnovata fiducia nei confronti delle imprese italiane anche di piccola e media capitalizzazione: "E' soprattutto qui che nell’ultimo periodo - dice Trabattoni in Italian Times - si è vista la larga parte dell’overperformance sia verso i peers europei sia verso le stesse società del FTSE MIB. In particolare il segmento dell’Aim sta vivendo un momento d’oro grazie all’entrata di nuovi investitori, anche esteri, che prima invece si tenevano lontani da titoli poco liquidi e poco coperti dalla comunità finanziaria; questo interesse scaturisce probabilmente anche grazie ai bassi multipli di partenza con cui vengono quotate le società sull’AIM, che offrono quindi grande upside nei periodi di rerating".

GROWTH E QUALITY

I settori trainanti, sempre secondo l'analisi di Massimo Trabattoni, sono stati i beni di consumo, il tech e l'healthcare e cioè quelli della componente growth e quality ma "dopo un periodo forte di rotazione verso i titoli ciclici iniziato a fine 2020, dall’altra continuano ad andare bene anche quei settori come auto e travel e leisure più fortemente legati al tema delle riaperture".

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